Tra nuove tecnologie e sistemi produttivi, second life e riciclo, il mondo delle batterie si evolve per essere sempre più green

Quando si parla di auto elettriche un tema che viene spesso sollevato dagli scettici è quello delle batterie. Perché se l’assenza di emissioni locali è un dato di fatto, quando si risale la filiera produttiva occorrono più indicazioni per avere una visione completa.

Oltre a rappresentare una quota di costo importantissima, le batterie sono infatti anche il componente più controverso, soprattutto quando si parla di terre rare e smaltimento, dimenticando però alcuni aspetti essenziali come riciclo e second life. Andiamo però con ordine.

Come evolve la situazione

Uno studio del 2020 dell’Università di Eindhoven, in Olanda, ha dimostrato come le emissioni di CO2 nei processi di produzione di celle agli ioni di litio non superino ormai una media di 85 kg per kWh. Qualche anno fa era difficilissimo scendere sotto i 100 kg/kWh mentre ora, nei casi più virtuosi, ci si avvicina ai 70 kg/kWh. Insomma, siamo di fronte a metodi produttivi sempre più efficienti.

Batterie litio

Un altro nodo è invece legato alle materie prime necessarie per la produzione delle batterie, come terre rare, cobalto o nichel, ampiamente utilizzate nella stragrande maggioranza delle apparecchiature tecnologiche che usiamo tutti i giorni. Elementi la cui estrazione ha sicuramente un impatto sull’ambiente, ma che via via saranno sempre meno utilizzati nelle batterie, e progressivamente sempre più “riutilizzati”.

Riguardo alle nuove formule chimiche, si può citare l’esempio delle batterie LFP, in cui non è presente il cobalto. La ricerca di nuovi materiali meno impattanti si estende a tutti i settori industriali legati all’automobile. Guardando agli interni, ad esempio, sempre più spesso le auto adottano rivestimenti e tessuti derivati da plastica riciclata. Oppure, parlando di pneumatici, ci sono costruttori come Michelin che attraverso una serie di pratiche virtuose e l’utilizzo in percentuali crescenti di materie prime ecosostenibili punteranno a raggiungere la neutralità carbonica entro il 2050.

Aspettando lo stato solido

In molti credono inoltre che la vera rivoluzione in tema di batterie sarà rappresentata dall’arrivo di celle con elettrolita solido. Questa tecnologia permetterà di allungare di due o tre volte la vita delle batterie, portandole da una media di due o trecentomila km attuali a oltre un milione. Il tutto senza andare a modificare in modo sostanziale i metodi produttivi, che resteranno simili a quelli attuali.

Batterie stato solido

È chiaro che un prodotto con una durata trentennale anziché di dieci anni consente di “spalmare” le emissioni di CO2 correlate alla produzione su un arco temporale maggiore, riducendone di fatto l’impatto ambientale.

Inoltre, grazie ad una densità energetica più alta, le batterie allo stato solido permetteranno di ridurre le quantità di materie necessarie: saranno più piccole e più leggere o, a parità di dimensioni, più performanti, a tutto vantaggio dell’ambiente.

La seconda vita e il riciclo

Ma oltre metodi produttivi ottimizzati e nuove composizioni chimiche, la vera differenza nella lotta alle emissioni della catena del valore delle batterie riguarda il loro utilizzo dopo l’automobile.

Arrivate ad un’efficienza inferiore al 70%, infatti, le celle attuali non sono più considerate adatte per il trasporto, ma possono ancora essere utilizzate in sistemi di stoccaggio stazionari. Questi impianti, alimentati da fonti rinnovabili, accumulano energia durante le fasi di maggiore produzione e la rilasciano alla rete quando vi è più richiesta. Innumerevoli sono le aziende che oramai si impegnano in questo senso.

Dopo questa second life, di per sé ancora più estesa della prima, le batterie sono pronte ad essere riciclate. Non un rifiuto quindi, ma una risorsa utile nell’ottica dell’economia circolare. E anche qui, le pratiche virtuose non mancano, sostenute anche da business plan che non possono non considerare l’enorme valore contenuto all’interno di un pacco batterie esausto. Tutela dell’ambiente ed economica si alleano così per stimolare un riciclo sempre più spinto, con molte Case auto e aziende al lavoro per recuperare fino al 90% dei materiali impiegati.