Risultati inferiori alle attese nella mobilità a zero emissioni tra i motivi per cui il numero uno della Casa lascia dopo 27 anni

Ne è passato di tempo da quando Harald Krueger, numero uno di BMW, è stato votato manager più conosciuto della Germania. Era il 2018, e oggi le cose sono cambiate completamente. Dopo 27 anni in azienda di Monaco di Baviera, Krueger si è dimesso dalla posizione di CEO, che occupava da quattro anni.

Una scelta che fa riflettere e che dimostra il momento di grande trasformazione che sta vivendo il mercato dell’automobile. Vietato farsi trovare impreparati. Le Case spingono per accorciare i tempi di sviluppo per restare al passo con i tempi. Ne va di profitti e obiettivi

Il saluto della Casa di Monaco

Le parole di ringraziamento nei confronti dell’oramai ex CEO di BMW, Harald Krueger, non tardano ad arrivare. “Nel corso dell'ultimo quarto di secolo, Harald Krüger ha dimostrato una dedizione costante al Gruppo BMW in tutte le varie posizioni che ha ricoperto. Vorrei esprimere la mia sincera gratitudine per il suo grande impegno personale” ha affermato ad esempio Norbert Reithofer, presidente del consiglio di sorveglianza di BMW.

Due criticità da superare

Ma dietro alle dichiarazioni di rito ci sono due fatti inconfutabili. Il primo riguarda i conti della Casa, che nel primo trimestre ha registrato delle perdite solo in parte attese a causa della multa che pende sull'azienda per accordi non consentiti con altri costruttori tedeschi un po' per la lentezza con cui ha agito per restare al passo con le nuove tecnologie. Questa tesi è stata sostenuta anche da David Bailey, professore dell'università di Economia di Birmingham.

Nell'immagine sottostante, da sinistra, Hans-Peter Kemser, direttore dello stabilimento di stoccaggio dell'energia di Leipzig, il primo ministro della Sassonia Stanislaw Tillich, Krueger e Joachim Kolling, a capo dei Servizi Energetici di BMW.

BMW, Harald Krueger si dimette dalla posizione di CEO

Le strategie future di BMW

Il consiglio di amministrazione si riunirà nel mese di luglio per decidere il successore nel ruolo di amministratore delegato dell’azienda ma la strategia di BMW non cambierà sicuramente. Avanti tutta sull’elettrificazione: con l’obiettivo di avere 25 modelli elettrificati entro il 2023, come annunciato durante il recente evento NextGen. Due anni prima di quanto previsto cercando di diminuire il gap con altre Case che sul piano dell’elettrico risultano essere in vantaggio almeno per il futuro imminente.

BMW, Harald Krueger si dimette dalla posizione di CEO

Un miliardo di investimenti

A questo proposito, BMW si sta muovendo in diverse direzioni. La partnership con Mercedes, con cui compete fortemente nel mercato del lusso, ha segnato un nuovo capitolo con l’annuncio ad inizio anno di un progetto focalizzato interamente sulla guida autonoma. A questo, si aggiunge l’investimento da un miliardo di dollari in una nuova azienda per sviluppare alcuni servizi legati alla mobilità come car sharing, ride sharing, parcheggi e postazioni di ricarica per le auto elettriche.