La proposta contiene misure per chi sceglie la mobilità “condivisa” e i mezzi pubblici nelle città che sforano i limiti di emissioni

Il superamento dei limiti sui livelli di inquinamento fissati dall’Unione Europea non è soltanto un problema ecologico ma, più pragmaticamente, economico, visto che sono previste sanzioni per i Paesi che non li rispettano e l’Italia, neanche a dirlo, è tra quelli a rischio. Anche questo ha spinto il nuovo governo a ideare, in modo inevitabilmente frettoloso, una serie di misure che dovrebbero forzare un po’ la mano nella direzione del taglio delle emissioni, arrivando a incentivare la rinuncia all’auto nuova in favore di altre soluzioni di mobilità.

Il testo del Decreto Ambiente o Decreto Clima, che doveva essere presentato ieri al Consiglio dei Ministri per l’immediata approvazione, contiene al primo punto un incentivo per i residenti nelle città più in difficoltà a livello di emissioni, non soltanto CO2 ma di veri e propri inquinanti nocivi come NOx e polveri sottili (ossia Roma, Torino, Milano, Venezia, Genova, Firenze, Napoli, Catania, Palermo) che scegliessero di rottamare una vecchia auto fino a Euro 4 senza acquistarne una nuova ma passando a forme di trasporto condivise e sostenibili.

Decreto Ambiente, incentivi per lo sharing di auto green

Nella fattispecie, si parla di un bonus fiscale di 2.000 euro da spendere nell’arco di 5 anni  in abbonamenti al trasporto pubblico o servizi di sharing con veicoli “elettrici o a zero emissioni” (ossia biciclette e altri mezzi non motorizzati). Un bonus utilizzabile anche a beneficio di familiari conviventi ma che, attenzione, sarebbe revocato con la stessa facilità se il beneficiario nei due anni successivi dovesse acquistare o noleggiare un veicolo “non a basse emissioni”.

Decreto Ambiente, incentivi per lo sharing di auto green

Non è tutto: il testo contiene, al punto successivo, anche la proposta di offrire lo stesso incentivo anche a tassisti e autotrasportatori che sostituiscano i loro veicoli, sempre fino a Euro 4, con altri elettrici, ibridi o, di nuovo, a basse emissioni. E, all’Articolo 2, l’istituzione di un fondo per favorire i veicoli ecologici nel servizio di trasporto scolastico.

Decreto Ambiente, incentivi per lo sharing di auto green

Al momento il testo non specifica quali sarebbero i limiti delle suddette “basse emissioni” anche se è intuibile che debbano riguardare veicoli comunque elettrificati. In ogni caso, ci sarà tempo per chiarirli e definirli meglio perché, come riportato nella stessa giornata di ieri dalle principali agenzie di stampa, la presentazione del Decreto è slittata a data da destinarsi anche se è intenzione del Ministro dell’Ambiente Costa presentarla al più presto con una corsia preferenziale per una rapida approvazione.

Il motivo del rinvio sta nella necessità di valutare con più attenzione le coperture economiche per gli incentivi (stimati in 200 milioni di euro), ma non soltanto: nella bozza ci sono anche proposte per revocare i “sussidi ambientalmente dannosi”, ossia le forme di sostegno ad attività che risultino inquinanti riportate nel Catalogo del Ministero dell’Ambiente. Un proposito, che, se attuato, porterebbe tra le altre cose anche ad allineare il prezzo del gasolio, da sempre leggermente favorito, a quello della benzina.

Questa manovra non cade dall’alto ma si aggiunge ad una serie di proposte che circolano già da un po’, formulate proprio nel fondato timore che l’Italia si ritrovi a pagare pesanti multe per i livelli di inquinamento. Come quella che suggerisce di trasformare il bollo auto in una vera e propria tassa ecologica, facendolo pagare non più in base al rapporto “kW x livello di omologazione Euro” ma direttamente in base alle emissioni di CO2 a libretto, penalizzando i veicoli più datati o di cilindrata e potenza maggiori.

Insomma, l’obiettivo finale sembra essere disincentivare pesantemente i veicoli con motore tradizionale o, se proprio non si riuscisse ad abbattere l’inquinamento in tempo utile, quello di “fare cassa” per meglio far fronte alle sanzioni...

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