Da Zoe alla Dacia elettrica, passando per Tesla: intervista a tutto campo al dg Renault Italia e direttore Marketing Mondo del Gruppo, Martinet

I risultati della Zoe, saldamente ai vertici delle classifiche "elettriche" europee, sono il frutto più evidente della strategia per le emissioni zero di Renault. Di questi piani e dell’universo eMobility abbiamo parlato con Xavier Martinet, dg di Renault Italia e direttore Marketing Mondo del Gruppo.

Il manager non ha dubbi sulle prospettive di crescita degli EV, ma chiede alle istituzioni un contesto chiaro e coerente in cui operare, che accompagni gli automobilisti nella transizione energetica in atto. Anche perché “con l’elettrico l’auto diventa una soluzione per i problemi ambientali”. 

Nel 2019 la Zoe è stata la seconda auto elettrica più venduta in Italia. Che previsioni avete per quest’anno? Come si evolverà il mercato? 

Fare previsioni è complicato perché il mercato elettrico non è ancora maturo in Italia. Nel 2019 c’è stata una crescita importante anche grazie agli incentivi nazionali e regionali, ma ancora non c’è una situazione chiara e restano molti punti interrogativi. Siamo sicuri che le vendite della Zoe aumenteranno, ma in questa fase è difficile dire se cresceranno del 50%, del 100% o anche di più. La cosa interessante è che con questa auto nuovi clienti stanno entrando nel mondo Renault. Dieci anni di esperienza sull’elettrico ci danno un importante valore aggiunto e avere sulla Zoe performance superiori ai competitor giustifica anche il fatto di avere una piattaforma dedicata. 

Quali saranno i fattori chiave per la crescita dell'auto elettrica? Quanto conta la politica? 

Il fatto che tutte la Case stiano lanciando nuove auto elettriche, anche per rispettare le normative Ue, contribuirà sicuramente a stimolare una domanda già destinata ad accelerare. Bisogna solo capire di quanto. L’importante sarà avere una crescita strutturale e organica. In Italia siamo ancora indietro, la quota di mercato dell'elettrico si attesta allo 0,5% rispetto al 2% europeo. Serve una visione e un indirizzo chiaro da parte del Governo, situazioni come quella legata al fringe benefit per le auto aziendali creano confusione e i clienti si sentono persi. Bisogna capire se c’è davvero la volontà politica di spingere per sviluppare la mobilità elettrica, perché quando si creano stop & go degli incentivi il mercato aspetta e si congela. Gli automobilisti in questa fase sono disorientati.

Renault Zoe, cosa c'è da sapere

C’è anche il tema delle infrastrutture di ricarica 

A mio avviso i discorsi sulle ricariche hanno senso quando si parla di auto con meno di 150 km di autonomia, ma con i valori verso cui ci siamo muovendo, come la Zoe che può percorrere già quasi 400 km, il dibattito va orientato su come supportare lo sviluppo del parco. Certo, quando ci saranno più auto elettriche serviranno più colonnine. Onestamente però quante persone hanno bisogno di una seconda auto con 600-700 km di autonomia? Quasi nessuno. Il punto è che chi ha le opinioni più drastiche contro la eMobility il più delle volte non ha mai provato un’auto elettrica. 

E molte volte guidandole si cambia idea... 

Assolutamente, farle provare è fondamentale. Ad esempio abbiamo un programma per le vetture sostitutive gratuite che su 2.400 auto in Italia coinvolge poco più di 200 Zoe. Per noi è un modo per farla guidare alle persone e ad oggi è il modello che sta riscontrando il più alto livello di soddisfazione dei clienti. Vuol dire che l’interesse c’è.  

Si è parlato molto del possibile sbarco in Europa della Renault KZ-E, il mini-SUV elettrico destinato alla Cina. C’è qualcosa di ufficiale? Arriverà con il marchio Dacia? 

Stiamo lavorando su diverse ipotesi ma ad oggi non c’è nulla di ufficiale. Ultimamente si è accennato a un arrivo in Europa a un prezzo più nell’orbita Dacia che in quella Renault. Ci sono molte considerazioni da fare, perché il mercato cinese non è quello europeo. Una stessa auto implementata per rispettare le normative Ue su sicurezza e ambiente può avere un costo profondamente diverso. L’intenzione c’è, ne stiamo parlando, ma ancora non c’è la proposta concreta di un prodotto con un prezzo e un business model. Centrare prezzo e autonomia in un’elettrica è fondamentale e la Zoe lo dimostra: dopo Tesla è la seconda auto elettrica più venduta in Europa, la seconda in Italia e la prima in Germania: questo è molto interessante. 

Renault K-ZE

A proposito di Tesla, come interpreta il successo di questo marchio anche in Europa? 

Il fenomeno Tesla è molto interessante perché risponde in parte ai dealer secondo cui ancora non c’è un mercato elettrico. Perché allora Tesla vende? Forse perché c’è un mercato elettrico che ancora non tutti vedono.  

La rivoluzione elettrica passa inevitabilmente dalla rete di vendita e di assistenza. Come vi state muovendo su questo fronte? 

Noi incentiviamo le reti di vendita che fanno numeri sull’elettrico e per l’assistenza stiamo facendo corsi specifici in tutta Europa. La crescita di ibride ed elettriche è un’opportunità per le Case per riprendere in mano il post-vendita grazie all’expertise che solo i produttori possono avere. Sulla rete noi abbiamo preso un po’ di vantaggio e sono convinto che anche questo potrà fare la differenza. In Italia abbiamo anche nominato un dealer di Bologna per gli interventi sulle batterie, che prima si potevano effettuare solo in Francia. Sono riparazioni che si effettuano raramente ma probabilmente in futuro questi centri potranno aumentare. In generale noi vogliamo dare agli automobilisti la migliore esperienza possibile, è un punto di contatto fondamentale. 

Secondo lei c’è il rischio che qualche concessionario possa spingere più del dovuto le elettriche mettendole in mano a clienti non ancora pronti per il “salto”?  

Non bisogna forzare la mano ma sono convinto che alla fine è il cliente a decidere. L’auto è un acquisto importante per il budget di una famiglia, non è una cosa che si compra a cuor leggero. L’educazione della rete comunque è fondamentale per ascoltare e analizzare i bisogni degli automobilisti, anche perché spesso le esigenze sono molto diverse anche solo tra una Regione e l’altra. 

Quando si potrà arrivare alla parità di costo tra auto elettriche e termiche? 

Lo scenario globale è molto fluido, come dimostrano le oscillazioni del petrolio tra venti di guerra e tweet. Fare previsioni è molto difficile. Diciamo che in questa fase la diminuzione del costo delle batterie non si è riflesso appieno sulle auto, perché le risorse risparmiate sono state contestualmente reinvestite per aumentare l’autonomia. Intorno ai 500 km si raggiungerà il tipping point, i prezzi si abbasseranno e i volumi potranno crescere sensibilmente. Già oggi non c’è più tutta questa range anxiety: siete più voi giornalisti ad essere stressati per questo (sorride, ndr).  

Sull’usato elettrico avete già dei riscontri? Per la second life delle batterie come vi state muovendo? 

Diciamo che finché il mercato non si stabilizza è difficile calcolare il valore residuo. Quello che vediamo però è che le auto che rivendiamo oggi le rivendiamo bene: è l’unico vantaggio di un mercato ancora piccolo. È presto per fare calcoli ma il nostro business plan sta funzionando anche sull’usato. Per le batterie abbiamo osservato che le aziende le stanno acquistando insieme alla vettura, mentre i privati preferiscono noleggiarle. Sulla second life siamo molto attivi, anche con iniziative come quella di Parigi, dove abbiamo sfruttato le batterie usate per i battelli nella Senna, o a Porto Santo, in Portogallo, che faremo diventare un’isola “fossil free”. 

In quest'ottica diventa centrale il vehicle to grid, ossia la possibilità di far dialogare l’auto con  la rete elettrica 

Sì, il V2G è un aspetto che mi appassiona molto e su questo stiamo già portando avanti i test insieme a Enel X. Sappiamo che oggi un limite per la crescita delle energie rinnovabili dipende dalla capacità di stoccare l’elettricità prodotta e in questo senso le batterie degli EV possono essere fondamentali per la rete elettrica. Dopo essere stata demonizzata, ora l’auto può diventare una soluzione ai problemi ambientali.