Piccole e zero emissioni, hanno le carte in regola per crescere: ne abbiamo parlato con il creatore di Mole Urbana, Umberto Palermo

Il dibattito sulla Fase 2 ha acceso i riflettori su un tema, quello della mobilità in città, colpevolmente trascurato prima dell’emergenza Coronavirus. Già, perché se ora ci troveremo ad affrontare un concreto rischio di paralisi nelle grandi metropoli, con un fiume di auto a prendere il posto del trasporto pubblico, non è che prima la situazione fosse idilliaca. E in questo senso, sono in molti in prospettiva a guardare con interesse ai quadricicli elettrici come possibile soluzione per i grandi centri.

Il concetto di efficienza

Assodato il ruolo chiave di bus, metropolitane e sharing per decongestionare le città, così come quando possibile quello di biciclette e monopattini elettrici, le vetturette a batteria possono rappresentare un’alternativa davvero interessante per gli spostamenti “casa-scuola e casa-lavoro”.

Spostamenti che in molti casi hanno per protagoniste auto con uno o due passeggeri. Non proprio il massimo dell’efficienza, in termini energetico/ambientali ma anche di occupazione del suolo, concetto che può essere banalizzato nella “ricerca del parcheggio”.

Questione di stile

Tutte considerazioni che stanno alzando la soglia di attenzione sui quadricicli elettrici, concepiti proprio per districarsi nella giungla urbana.

Ecco quindi sorgere nei mesi scorsi il progetto Citroen Ami e, in Italia, Mole Urbana, straordinaria visione in stile “steampunk” partorita da un designer d’eccezione: Umberto Palermo. Matita che gli appassionati ricollegano subito alle affascinanti rivisitazioni su base Alfa Romeo 4C, ma che ha saputo entusiasmare anche con un progetto tanto diverso.

Così abbiamo parlato direttamente con lui di questo nuovo modo di concepire la mobilità, della Mole Urbana, delle sue inedite caratteristiche costruttive e non solo. Parola quindi alla video intervista.

Fotogallery: Mole Urbana