La visione di Repower per la Fase 2 e oltre: “No agli approcci conservativi, così la filiera può contribuire alla ripresa del Paese”

L’emergenza Coronavirus è ancora lungi dall’essere superata, ma con l’imminente avvio della Fase 2 si può finalmente iniziare a ragionare con una nuova prospettiva. Messo alle spalle il momento più buio, infatti, non c’è tempo da perdere per pianificare il futuro. E futuro, ovviamente, vuol dire anche auto elettrica.

A valle della pubblicazione del White Paper di Repower abbiamo quindi chiesto all’azienda in che modo la pandemia potrà incidere sullo sviluppo della mobilità elettrica, ma anche come questa potrà contribuire alla ripresa.

Non fermare il progresso

Con il responsabile relazioni esterne di Repower, Davide Damiani, abbiamo affrontato i diversi temi che riguardano l’elettrico post pandemia, dal rischio di un approccio troppo conservativo che penalizzi la eMobility, alle opportunità di una filiera che ha già dimostrato di sapersi muovere in controtendenza rispetto alla vischiosità del mercato auto. E che oltretutto è alla continua ricerca di nuove competenze, non così facili da reperire.

Semplificare l’auto elettrica

La chiacchierata ha toccato poi il tema incentivi, visti un po’ come un’arma a doppio taglio se non accuratamente calibrati, e quello della necessità di semplificare maggiormente la vita degli automobilisti elettrici, la cui attitudine pionieristica andrà accompagnata da un’infrastruttura non solo sempre più diffusa, ma anche sempre più fruibile.

Spazio infine anche a qualche considerazione - in chiave elettrica - del redivivo turismo di prossimità, figlio della nuova realtà con cui ci dovremo inevitabilmente misurare. Basta così però con le anticipazioni: parola alla video intervista.