Il decreto Semplificazioni prevede procedure più snelle, ma al momento nella bozza c’è solo una dichiarazione di intenti: ecco il testo

L’importanza dell’infrastruttura per far decollare l’auto elettrica è sotto gli occhi di tutti ed è riconosciuta anche dal Governo, impegnato a traguardare l’ambizioso obiettivo di 4 milioni di full electric e 2 milioni di plug-in circolanti entro il 2030.

Del resto, quando si parla di rete pubblica la politica è dirimente e lo dimostrano i dati del Regno Unito, dove le colonnine hanno “doppiato” i benzinai, o il piano della Germania ispirato ai Supercharger Tesla. Ma anche la strategia francese o, a livello cittadino, quella di Madrid per le ricariche ad alta potenza. E da noi novità importanti in questo senso arriveranno dal decreto Semplificazioni, atteso a giorni in Consiglio dei ministri. Ma c’è un "ma".

Un articolo ancora da riempire

Il provvedimento, che dovrebbe essere licenziato dal Governo entro il weekend per partire subito con l’iter in Parlamento, ha un obiettivo chiaro: sburocratizzare tutto ciò che è possibile per facilitare la ripartenza del Paese. E questo vale anche per l’installazione delle colonnine di ricarica, affrontate all’articolo 44 della bozza di decreto di cui siamo in possesso.

A pochi giorni, se non ore, dall’esame del Cdm, tuttavia, l’articolo in esame è ancora privo di contenuti.

Volvo XC40 Recharge T5 Plug-in Hybrid

Al di là del titolo “Misure di semplificazione per la realizzazione di punti e stazioni di ricarica di veicoli elettrici”, infatti, il testo si limita ad affermare che “è semplificata la realizzazione di punti e stazioni di ricarica di veicoli elettrici”. Un po’ troppo semplice, verrebbe da dire con un gioco di parole non particolarmente brillante.

Discorso analogo vale anche per i progetti dedicati alle fonti rinnovabili o per il rilascio delle garanzie a favore di piani per la realizzazione del Green New Deal: allo stato le misure sono ancora da finalizzare mentre il tempo stringe.

Aspettando il testo definitivo

Un forte impegno rivolto all'infrastrutturazione elettrica è stato mostrato nelle passate settimane dal ministro dell’Ambiente, Sergio Costa, il quale aveva avanzato anche la proposta "shock" di 15.000 euro di incentivi per le EV. “Adesso per installare una colonnina occorrono tra 11 e 18 autorizzazioni amministrative", aveva osservato Costa, "se noi semplifichiamo a una, massimo due, forse le colonnine le mettiamo".

Anche il viceministro dello stesso dicastero, Roberto Morassut, aveva insistito su questo punto, ventilando l’inserimento proprio nel decreto Semplificazioni di una norma per facilitare l’installazione delle colonnine anche nei punti vendita carburanti.

Una soluzione, quella delle colonnine nei benzinai, che mutuata dalla Germania potrebbe arrivare quindi anche in Italia. Chissà però se con questo decreto Semplificazioni o magari “via Europa” con il decisivo aggiornamento della direttiva Dafi, che regola le infrastrutture per i carburanti alternativi (elettrico in primis) e vede già l’Italia in procedura di infrazione.