Ottenuto il via libera dalla NHTSA e mezzo milione di dollari di finanziamenti, la società avvierà il servizio entro due anni

La pandemia mondiale con cui stiamo vivendo in questi mesi, ha cambiato alcune nostre abitudini, accelerandone altre. La richiesta di beni e servizi si è poggiata fortemente sul settore dell’e-commerce, già presente in una fase di espansione. Dunque Sempre più corrieri si spostano in lungo e in largo per portare a casa oggetti di ogni tipo, dalla spesa ai vestiti, dai gadget tecnologici ai beni di prima necessità.

Come ogni altro settore, anche quello delle consegne si sta convertendo alla mobilità elettrica. Lo ha dimostrato di recente Amazon, la cui flotta green si amplia di giorno in giorno, ma lo dimostra oggi anche la Nuro, startup di Mountain View (California), che dopo aver ricevuto lo scorso anno quasi un milione di dollari, ne raccoglie un altro mezzo per proseguire lo sviluppo del suo R2, che si appresta ad entrare ufficialmente in servizio.

Il porta a porta senza conducente

Il concetto dietro al progetto è semplice: realizzare un veicolo elettrico senza volante e senza sedili, completamente a guida autonoma, il cui spazio interno è organizzato per ospitare pacchi e pacchetti di ogni sorta.

Fotogallery: Nuro R2

Con l’ultima iniezione di liquidità, l’azienda californiana ha ampliato il programma di sperimentazione, ora attivo in città come Houston (Texas), Scottsdale (Arizona) e proprio Mountain View, dove ha sede anche Waymo, società di Google concentrata sulla guida autonoma che nel solo 2020 ha raccolto la bellezza di 3,1 miliardi di dollari.

 

5.000 furgoncini in 2 anni

Stando a quanto affermato da Dave Ferguson, uno dei fondatori della Nuro, la National Highway Traffic Safety Administration ha dato l’ok per avviare la produzione di 5.000 veicoli da usare su strade aperte al pubblico già lo scorso febbraio. Il primo lotto arriverà a breve e, secondo le stime, l’intera produzione sarà on the road entro la fine del 2022.

Nuro R2

Nuro, per ottenere il via libera, ha dovuto dimostrare di avere una tecnologia a guida autonoma che fosse sicura. L’ha messa a punto con una flotta di Toyota Prius con tanto di conducente a bordo, pronto a intervenire in caso di necessità. Ora, però, i tempi sono maturi per lasciare i sui R2 liberi di circolare senza supervisione umana. E presto lo faranno su larga scala.