Incentivi, nuovi modelli in arrivo, abbattimento dei costi: tanti sono i fattori che aiuteranno l’auto elettrica a diffondersi sempre di più. Ma uno, in particolare, ha sempre maggiore rilevanza. Stiamo parlando dell’infrastruttura di ricarica. uno dei tanti temi affrontati durante gli Electric Days Digital 2021, visibili sul portale dedicato www.electricdays.it.

Rendere sempre più facile fare un pieno di energia, sfruttando sia una fitta rete di colonnine pubbliche sia agevolazioni per la ricarica privata, rappresenta il vero nodo da sciogliere. Non per niente, uno dei vantaggi competitivi di Tesla è rappresentato dalla presenza diffusa dei Supercharger, che grazie alla potenza elevata regalano una certa libertà anche nei viaggi lunghi.

In Italia si deve correre

In Italia le colonnine stanno crescendo. Negli ultimi 15 mesi si è registrato un incremento superiore all’80%, passando dalle circa 10.000 di fine 2019 alle quasi 20.000 del 2020.

I problemi però non mancano: ci sono criticità sia a livello tecnico sia a livello normativo. Conseguenza sono i ritardi rispetto agli altri paesi europei, che stanno viaggiando ad un ritmo più sostenuto nella transizione ad una mobilità meno impattante. Dove intervenire, quindi? Ce lo dicono gli esperti del Talk degli Electric Days incentrato proprio sull’infrastruttura.

Serve un coordinamento

Federico Caleno, Head of e-Mobility Italy di Enel X, Giuseppe Chiazzese, parlamentare, e Daniele Invernizzi, presidente di eV-Now nonché Electric Coach di InsideEVs.it, esperti del campo, affrontano le difficoltà inerenti lo sviluppo di una rete di ricarica in autostrada, e le zone d’ombra di una normativa che dovrebbe essere aggiornata, magari con l’istituzione di una Piattaforma unica nazionale e di una cabina di regia che possa coordinare la diffusione dell’infrastruttura chiave per il futuro dell’Italia.