Dopo il Power Day la Casa tedesca ha visto salire alle stelle il valore delle proprie azioni: Palo Alto non riuscì a fare altrettanto

I "battery day" fanno bene alle finanze. È successo lo scorso anno per Tesla, che al crescere dell’attesa dell’evento ha visto le azioni schizzare a livelli record, è accaduto ora anche a Volkswagen, che il 15 marzo ha tenuto il suo Power Day e che, sia nei giorni precedenti l’evento sia dopo, sta vedendo il proprio titolo crescere a ritmi davvero sostenuti.

Ma perché il mercato premia queste iniziative? Semplice: perché sono l'occasione per le Case di illustrare una strategia di lungo periodo, fatta di innovazioni tecnologiche, di costruzione di fabbriche, di batterie di nuova generazione. Insomma, per illustrare gli investimenti sul tema dell'elettrificazione a tutto tondo e, ormai si sa, l'elettrificazione paga. Tra Tesla e Volkswagen, però, c’è una grossa differenza, e la Borsa l'ha sottolineata in modo inequivocabile.

L’effetto sorpresa

Elon Musk adotta da sempre una comunicazione dirompente: molto attivo su Twitter, svela a ritmo sostenuto tutti i piani dell’azienda, dagli aggiornamenti software ai progetti di lungo periodo. In molti si aspettavano che al Battery Day raccontasse qualcosa di eclatante. Il che in un certo senso è avvenuto, con le celle 4680 e tutto il resto, ma gli investitori avrebbero voluto date certe e innovazioni immediate. Così non è stato e così, dopo l’evento, il titolo era leggermente sceso. Anche perché non poteva salire all’infinito e in molti hanno anche speculato sulla cosa passando all’incasso.

Volkswagen invece arriva da anni in cui è maturata la necessità di reinventarsi. Ha riorganizzato le forze, con la piattaforma MEB e la ID.3 che sono stati i primi segnali concreti di una decisa virata verso la mobilità sostenibile. Al Power Day ha consacrato il proprio cambiamento: ha mostrato ai mercati di esser riuscita a ritrovare la rotta grazie ad un Herbert Diess che ha preso spunto da Musk e si è messo in gioco in prima persona iniziando a comunicare attraverso i propri canali personali e accelerando il ritmo delle novità. E questo ha pagato.

Il CEO della VW Herbert Diess al VW Power Day 2021

Insomma, se con il Battery Day Tesla ha semplicemente spiegato al mondo quello che tutto il mondo già sapeva avrebbe fatto (innovando in vari campi legati alle auto elettriche), con il suo Power Day Volkswagen ha svelato come il primo gruppo automobilistico del pianeta per volumi di vendita avvierà il più profondo processo di rinnovamento della propria storia. La Casa di Wolfsburg, lo scorso 15 marzo, ha dichiarato ufficialmente di voler diventare il primo produttore di auto elettriche al mondo e, per farlo, metterà in campo una potenza di fuoco che Tesla non può ancora eguagliare.

Cosa succede ora?

A livello di capitalizzazione la Casa di Palo Alto vale ancora circa 5 volte quella di Wolfsburg, ma se da inizio anno il capitale di Tesla si è leggermente contratto, quello di Volkswagen è salito di un terzo, vale a dire di 50 miliardi di dollari circa, con le azioni che nell'ultima settimana sono salite del 27%. In più, Tesla ha venduto nel 2020 500.000 auto elettriche, Volkswagen meno della metà.

Tesla ha ancora dei vantaggi. Lo ammette lo stesso Diess, che sa che deve recuperare terreno sul software over the air, sulla guida autonoma e sulle batterie, visto che le celle 4680 sono prossime ad entrare in produzione mentre le Unified Cell non arriveranno prima di 2 anni. Ma il sorpasso dei tedeschi sugli americani in termini di vendite è dato per imminente, e Volkswagen può davvero diventare in tempi brevi il principale costruttore di auto elettriche al mondo.

Non solo per numero di auto vendute. Perché gli ingenti investimenti stanziati per la digitalizzazione permetterà al gruppo tedesco di ridurre il gap nelle aree in cui è ancora indietro, oltretutto sviluppando un software proprietario e non affidandosi a Google o a qualche altro gigante della Silicon Valley.

Volkswagen: il progetto pilota per il riciclo delle batterie

L’indipendenza sulle celle

A proposito di fare le cose in proprio: durante il Power Day Volkswagen ha annunciato di voler costruire una rete di sei fabbriche per la produzione di batterie in Europa. Alcune saranno di proprietà e altre saranno realizzate con dei partner, come la scandinava Northvolt.

L’annuncio è piaciuto agli investitori, visti anche i numeri pazzeschi su quante batterie dovrà procurarsi Volkswagen nei prossimi anni per dare seguito ai propri piani. La strategia sulla produzione interna permetterà alla Casa tedesca di dipendere sempre meno da fornitori esterni come LG Chem e SK Innovation, che in effetti si sono dette sorprese della mossa e che, dopo la battaglia legale di cui sono state protagoniste rischiano di restare entrambe… a bocca asciutta.