L'ultima di Musk: con Starlink la Terra diventa "visibile dagli alieni"

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La rete di satelliti per la connessione a internet del numero uno Tesla è il primo segno della nostra civiltà avvistabile dallo Spazio

SpaceX non si occupa solo di mandare razzi nello spazio allo scopo di mettere a punto un vettore che porti gli uomini su Marte. Tra i progetti della società di Elon Musk c’è anche la Starlink. Si tratta di una rete di 1.600 satelliti in grado di garantire la ricezione di un segnale internet in ogni angolo del pianeta.

Il sistema, attualmente in fase di completamento, funziona sfruttando satelliti di piccolissime dimensioni in rotazione a circa 550 km di altezza che attraverso una banda larga a bassa latenza può far arrivare la connessione a internet anche in zone sperdute della Terra. Ora si scopre però che potrebbe avere una "seconda funzione": metterci in contatto con civiltà aliene. Vediamo come.

Un segnale della nostra presenza

Il servizio di Starlink è già usufruibile. L’abbonamento in Italia costa 99 euro al mese, ai quali si devono aggiungere 499 euro per l’hardware. Insomma, non è proprio a buon mercato, ma se abitate in cima a un monte o in mezzo a un deserto in giro per il globo, potete controllare la mail e restare in contatto con il mondo senza più soffrire di segnale debole.

Ma questa rete di satelliti, secondo alcuni studiosi, tra cui Zaza Osmanov, professore di astrofisica all’Università Libera di Tiblisi (in Georgia) sarebbe in grado di rendere visibile la Terra a chi si mettesse eventualmente ad osservarla dallo spazio. Sarebbe cioè il primo segno visibile della presenza di una forma di vita intelligente e tecnologicamente evoluta.

Il timbro di Elon Musk

Secondo quanto sostenuto da Osmanov, già strumenti come il nostro Very Large Telescope in Cile o il radio telescopio FAST in Cina sarebbero in grado di avvistare la presenza di una rete analoga a quella dello Starlink se questa fosse presente intorno ad un corpo celeste al di fuori del nostro sistema solare. Potrebbe essere riconosciuta anche a 520 anni luce di distanza. Lo stesso, quindi, potrebbe accadere se ad osservarci dallo spazio profondo fosse una civiltà di Tipo 1.

Facendo una piccola divagazione, una civiltà di Tipo 1, secondo la Scala di Kardashev, è una civiltà in grado di sfruttare tutta l’energia che una stella madre (nel nostro caso il sole) emette verso un pianeta (nel nostro caso la Terra). Gli umani, secondo questa classificazione, sono una civiltà di Tipo 0,7.

Quindi, per chiudere il cerchio, se un popolo alieno abbastanza evoluto puntasse i propri strumenti di rilevazione verso il nostro pianeta, grazie alla presenza della rete Starlink di SpaceX capirebbe che quel pianeta è abitato da una civiltà abbastanza evoluta. Se Elon Musk, oltre a portarci a colonizzare Marte, sia in grado di farci entrare in contatto con qualche omino verde, però, è presto da dire.

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