Un sondaggio di T&E dimostra che 2 cittadini Ue su 3 vorrebbero norme sull'ambiente più severe. Tra gli italiani consenso all'85%

Più di 2 europei su 3 ritengono che gli obiettivi climatici del proprio Paese necessitino di un giro di vite. I più "ambientalisti"? Sorprendentemente gli italiani, con un plebiscito dell’85%. Sono circa 4 su 5, invece, i cittadini Ue a favore di nuovi strumenti per l'edilizia e i trasporti.

Questi i risultati di un sondaggio svolto da YouGov per Transport & Environment (T&E), che ora lancia un appello alla Commissione europea: tenere conto delle preferenze espresse in vista della revisione di giugno sul pacchetto “Fit for 55”.

Bene l’Europa del Sud

L’indagine è stata svolta in 12 Paesi con un campione di 13.324 persone e rivela che il 68% degli intervistati vorrebbe un inasprimento delle misure contro i gas serra, mentre il 24% considera sufficienti le regole attuali. Solo l’8%, invece, pensa che il proprio Governo dovrebbe fare addirittura di meno.

Gli Stati maggiormente sensibili al tema sembrano essere quelli dell’Europa meridionale, come l’Italia e la Spagna (79%). Spostandosi a Est, i numeri sono un po’ più bassi: 73% in Romania, 68% in Polonia e 67% in Ungheria. Le cose cambiano andando al Nord, dove Olanda (46%) e Danimarca (49%) sono gli unici due Paesi senza una maggioranza assoluta favorevole al rialzo degli obiettivi nazionali sul clima.

Commissione europea

Il caso Germania

Capitolo a parte per la Germania. Il 59% dei tedeschi si è detto contrario alle attuali norme ambientali, ma ora può finalmente gioire: la Corte costituzionale locale ha accolto nei giorni scorsi il ricorso di alcune associazioni, tra cui Fridays for future di Greta Thunberg, presentato contro le leggi in vigore, che spostano gli obiettivi più rilevanti sulla riduzione della CO2 a dopo il 2030.

Secondo i giudici, questo lascia “le successive generazioni di fronte a un onere radicale e le loro vite esposte a una estesa perdita di libertà vita umana”, perché “quasi tutti gli aspetti della vita umana sono ancora associati all’emissione di gas serra e quindi sono minacciati dalle restrizioni drastiche che si dovranno fare dopo il 2030”.

I numeri del sondaggio sono stati commentati da Sofie Defour, responsabile del clima presso T&E: “Gli obiettivi vincolanti, come la fine dei sussidi per le auto aziendali diesel, sono un fattore chiave per l’azione nazionale per il clima e c'è un ampio supporto da parte dei cittadini (come dimostra un altro recente sondaggio). La Commissione europea dovrebbe tenerne conto e chiarire che gli obiettivi nazionali sono qui per rimanere uno dei pilastri principali dell’architettura climatica dell’Ue”.

Capitolo auto elettriche

Per quanto riguarda i settori dei trasporti e dell’edilizia, il sostegno a nuovi standard e regolamenti è schiacciante: l’84% delle persone sarebbe a favore di strumenti sulla mobilità e su quote minime di veicoli elettrici in Europa. Le cose, però, cambiano quando viene chiesto loro se appoggerebbero un cambio delle tariffe: 41% per il sì, 59% per il no. I dati danno comunque ragione alle vetture a batteria: per la prima volta, l'emissione di CO2 media per immatricolazioni è diminuita grazie all’aumento del mercato di elettrificate