Al G7 2021 che si tiene da oggi al 13 giugno sono tanti e molto delicati i temi sul tavolo. In Cornovaglia i leader delle 7 più importanti economie globali stanno tracciando le linee generali per un futuro condiviso a livello politico ed economico. 

La lotta al cambiamento climatico sarà tra i protagonisti: è opinione diffusa, infatti, che siano necessari interventi rapidi ed efficaci al fine di limitare i danni al nostro Pianeta. E quando si parla di ambiente e riduzione dei gas serra, l’attenzione non può che spostarsi anche sul ruolo che il settore dei trasporti sta giocando nella transizione energetica.

Stop a diesel e benzina

Nonostante l’impegno delle Case automobilistiche e dei Governi sia sempre più improntato su una rapida espansione della mobilità a zero emissioni, i leader presenti al G7 si confronteranno su un pacchetto di misure ancora più ambizioso per diminuire le emissioni di CO2.

Secondo Bloomberg, tra le proposte in discussione ci sarebbe anche quella per cui i Paesi del G7 si potrebbero impegnare a vietare la vendita di auto diesel e benzina dal 2030. È più probabile, però, che si giunga a una soluzione di compromesso e che i leader decidano che entro la fine del decennio la maggior parte delle vetture immatricolate non sia più dotata di motore termico. Questo perché da più parti si teme che un cambiamento eccessivamente rapido potrebbe avere ripercussioni negative sull’industria. È proprio su questo aspetto che si cerca un punto di incontro che soddisfi tutti.

2022 Ford F-150 Lightning di ricarica

Pareri discordanti

I Paesi del G7 sembrano ancora divisi sui dettagli e sulle tempistiche da adottare. Un funzionario Usa ha riaffermato che Biden crede fortemente negli investimenti nei mercati dei veicoli elettrici, senza dover per forza mettere il divieto sulle auto con motore a combustione interna.

Nel Regno Unito, invece, il primo ministro Boris Johnson ha già stabilito che la vendita di auto diesel o benzina sarà vietata dal 2030. E gli altri? Nessun altro membro del G7 ha ancora preso posizioni così nette ed è difficile che proprio al G7 qualcuno si impegni a prendere una misura altrettanto drastica. Il fatto che se ne inizi a parlare ai livelli più alti della politica globale è già decisamente emblematico.