Il nuovo CEO di Panasonic, Yuki Kusumi, ha appena preso il timone del colosso nipponico e a una delle primissime uscite pubbliche nel nuovo ruolo ha fatto subito scalpore parlando di batterie per le auto elettriche. Ha detto, infatti, che l’azienda è pronta a sostenere un grosso investimento per produrre le nuove celle 4680 di Tesla su larga scala.

Questo, ha spiegato Kusumi, perché l’impianto pilota con cui sono stati messi a punto i processi ha dato ottime indicazioni su come procedere. A distanza di quasi un anno dall’annuncio di Elon Musk, quindi, sembra che la produzione si avvicini a grandi passi.

Una gara affollata

Come abbiamo avuto modo di vedere in passato, si tratta di celle più grandi, che permettono di incrementare la densità energetica dei pacchi batteria e allo stesso tempo di abbassare- potenzialmente - il costo di produzione. Relativamente facili da realizzare quando si parla di produzione prototipale, come spiegò lo stesso Musk al momento della presentazione, sono difficilissime da realizzare su larga scala.

Una sfida colta da molte aziende del settore: Panasonic, il cui legame con la Casa di Palo Alto è tra i più stretti e duraturi, è stata una tra le prime a provarci. Ma anche LG Chem si è cimentata nella produzione delle nuove celle, così come altri fornitori di Tesla, inclusa CATL. La cinese BAK Battery, che al momento non ha rapporti commerciali con Tesla, ha iniziato a lavorare in modo indipendente su questo tipo di celle. Senza dimenticare che Tesla stessa sta cercando di capire come realizzarle in proprio. L’intenzione è quella di avviare linee nelle Gigafactory di Austin, Berlino e Shanghai.

Tesla: Elon Musk presenta le 4680 durante il Battery Day

Tutti le vogliono

Ma perché tutti si buttano sulle celle 4680? Principalmente per due motivi: il primo riguarda il fatto che Tesla, che sta faticando a trovare un numero di celle di questo tipo adeguato per i veicoli su cui ha intenzione di installarle (Cybrertruck e Semi), potrebbe acquistarne in gran quantità da chi fosse in grado di fornirgliele per primo.

Il secondo è che una volta trovato il modo di produrle, le 4680 potrebbero essere vendute anche ad altre Case automobilistiche proprio per le caratteristiche rivoluzionarie che portano con sé.