A Times Square compare uno spot della Casa che costa 100.000 dollari al giorno: il numero uno di Tesla ha cambiato idea sul marketing?

Tesla non fa pubblicità, è risaputo. Elon Musk non sa mai voluto spendere un euro (o un dollaro, se preferite) per cartelloni, commercial televisivi o campagne di comunicazione convenzionali. Ma se proprio dovesse fare qualcosa in questo senso, lo farebbe a modo suo. Al grido tutto americano del "go big or go home", che a spanne può essere tradotto con "se devi fare una cosa, allora falla in grande". La domanda è: ha cambiato idea o no?

È questo che viene da pensare guardando quanto sta succedendo a Times Square, celeberrima piazza di New York coperta di cartelloni pubblicitari e maxischermi luminosi. Su un display lungo come una campo a calcio è comparsa una misteriosa quanto gigantesca scritta Tesla.

Uno schermo da record

La cosa sorprende principalmente perché Elon Musk in numerose occasioni si è detto contrario allo stanziare budget per la promozione del brand. È anche vero che cambiare opinione è più che legittimo e non sarebbe la prima volta per il boss di Palo Alto.

Ma cosa sta succedendo? Se lo chiedono in tanti, che da una settimana pubblicano post e tweet di questa enorme pubblicità newyorkese. Che non è proiettata da uno schermo qualsiasi, ma dal display luminoso più grande al mondo, con una superficie di 2.320 metri quadrati.

 

Sarà stata davvero Tesla?

Va bene, Tesla ha cambiato idea e ha deciso di fare pubblicità. Non ci sarebbe certo nulla di male, è una cosa che fanno tutte le aziende del mondo. Ma visto che quando si parla di Elon Musk nulla è scontato, e visto anche che la Casa non ha confermato di aver cambiato idea, in America sono iniziate a circolare strane voci. E cioè che non sia stata Tesla in prima persona ad affittare lo spazio a Time Square, ma qualcun altro. Un investitore, un appassionato o comunque qualcuno con un interesse nel promuovere il brand. Che tra l'altro continua a vivere un ottimo periodo dal punto di vista commerciale.

Anche perché tal Billy Crammer, esperto di comunicazione che ha lavorato anche per Tesla, oltre ad aver detto di non essere al corrente dell’iniziativa, ha notato che le frasi riportate nella pubblicità sono sue, e sono già state utilizzate dalla Casa in occasioni passate. A Time Square sarebbero state semplicemente prese e “cucite” in una sorta di collage. Insomma, non sembra un lavoro che esce dagli uffici di Palo Alto. Ma qualcuno ha davvero preso le frasi da YouTube? Sarebbe il colmo.

 

Crammer, tutt’altro che disturbato dall’accaduto, ha detto: “Tesla notoriamente non fa pubblicità, quindi è strano che abbia speso 100.000 dollari al giorno (questa la tariffa, ndr) per questo annuncio. Potrebbe aver scelto di cambiare strategia, facendolo in un modo eclatante, ma non ne sono così sicuro”.