Il successo di Tesla non accenna a rallentare. Dopo le consegne record del secondo trimestre del 2021, in cui la Casa di Palo Alto ha superato per la prima volta nella sua storia quota 200.000 immatricolazioni, ora si apprende che negli Stati Uniti per una Model 3 Standard Range Plus si dovrà attendere il 2022.

Già: tutta la produzione del 2021 è già andata venduta. Fino alla scorsa settimana, per quella stessa versione, i tempi di attesa erano alti, ma davano come data di consegna novembre di quest’anno. I mercati interessati, oltre a quello americano, sono quello canadese, quello messicano e quello di Porto Rico.

Tutti vogliono una Model 3

Diversa è la situazione per le altre versioni di Model 3 a listino. Sempre guardando al continente americano, chi comprerà una Model 3 Dual Motor la riceverà ancora entro la fine del 2021, mentre chi punterà su una Performance dovrà attendere soltanto dalle 4 alle 7 settimane.

Diversa la situazione in Europa, dove le consegne della Model 3, a prescindere dalla versione, sono ancora tutte programmate per l’anno in corso. Anzi, guardando al sito italiano, sia per la Standard Range Plus sia per la Performance le previsioni sono per settembre, mentre per la Dual Motor si parla di attese un po’ più lunghe, fino a novembre. Il fatto, però, è che per le auto destinate ai mercati del Vecchio Continente, con la Gigafactory Berlino ancora in stand-by, Tesla si rivolge alla fabbrica di Shanghai, che ha raggiunto ormai una capacità produttiva di 450.000 auto tra Model 3 e Model Y.

  Tempi di consegna in Usa Tempi di consegna in Ue
Model 3 Standard Range Plus gennaio 2022 settembre 2021
Model 3 Dual Motor novembre 2021 novembre 2021
Model 3 Performance settembre/ottobre 2021 settembre 2021
Tesla Model 3

La Cina come fulcro per l’export

Il nuovo ruolo della Gigafactory cinese è stato reso noto anche dal fatto che Tesla si è rivolta al ministero dell’industria e dell’Informazione del Paese asiatico per richiedere le autorizzazioni alla messa in produzione di alcune varianti della Model Y.

La necessità di adottare diversi tipi di batteria (per capacità e per composizione chimica) è proprio alla base del fatto che Shanghai è diventato il vero e proprio hub per le esportazioni delle auto di Elon Musk. Questo, almeno, fino a quando la produzione europea non prenderà definitivamente il via.

Fotogallery: Tesla Model 3 (2021)