Proprio mentre in Baviera si chiude il Salone di Monaco 2021, l’industria dell’auto tedesca si chiede cosa cambierà dopo le elezioni federali del prossimo 26 settembre, che stabiliranno chi guiderà la Germania nella transizione energetica.

Una scelta che avrà evidenti ripercussioni sul settore, non solo nel Paese, ma in tutta Europa, visto il peso straordinario dell'automotive Made in Germany. Tutti i partiti in lizza si dichiarano a favore della mobilità sostenibile, ma il modo in cui questa dovrà affermarsi divide non poco le forze politiche. 

L'Unione Cristiano-Democratica (CDU) 

Tra poco orfana di Angela Merkel, che dirà addio alla politica, la CDU vuole mantenere la posizione di forza della Germania nell’industria dell’auto. La preoccupazione è che fissare una data di scadenza alla produzione di vetture a combustione, come quella già proposta dall'Europa, possa mettere in pericolo questa leadership. 

Il partito respinge quindi lo stop forzato alla costruzione di auto endotermiche, ma progetta di rendere disponibili le colonnine in tutti i nuovi edifici, sia pubblici che commerciali, così come richiesto dalla Ue. Armin Laschet, candidato a raccogliere l’eredità dell’attuale cancelliera, ha dichiarato che trovare un'infrastruttura per la ricarica non dovrebbe richiedere più di 10 minuti.

BMW CE-04 - Ricarica

I Verdi 

Di tutt’altro avviso sono ovviamente i Verdi, capeggiati da Annalena Baerbock. Non solo le auto dovrebbero essere più "più digitali, silenziose, piccole e leggere, climaticamente neutre e più facili da riciclare", come si legge nel loro manifesto. 

Il programma sostiene la fine della produzione di auto a combustione anticipato al 2030 e di rendere accessibili le vetture elettriche attraverso un nuovo incentivo da 3.000 euro per le famiglie a basso reddito, da sommare a quello attuale di 6.000. Spazio anche allo sviluppo dell’idrogeno e dei carburanti sintetici per i trasporti più difficili da elettrificare, come navi e aerei. 

In più, i Verdi propongono di abolire i piani per costruire altre strade, raddoppiando invece il numero delle piste ciclabili e pedonali. Infine, 100 miliardi di euro dovrebbero finanziare nuove ferrovie. L’idea a monte di tutto è quella ridurre la dipendenza dalle auto.

Bici elettrica da strada

Partito Socialdemocratico tedesco (SPD) 

Diversa ancora è la visione della SPD, secondo cui lo Stato deve supportare il passaggio alle auto elettriche, ma non forzarlo, perché si rischierebbe di penalizzare l’industria. Perciò, nessuno stop a nuove endotermiche. Secondo la SPD, gli automobilisti potranno acquistare più auto a batteria solo quando queste avranno raggiunto la parità di prezzo con i motori a combustione. 

Dall’altro lato, però, c'è la consapevolezza di dover installare (ancora) più colonnine, costruire nuovi impianti per le batterie, migliorare il riciclo e aiutare lo sviluppo dell’idrogeno e dei carburanti sintetici. Olaf Scholz, candidato alla cancelleria e attuale ministro delle Finanze, ha in realtà da poco stanziato un fondo per supportare il passaggio alle vetture elettriche fino al 2025, ma la linea del partito sembrerebbe quella di non voler concedere ulteriori bonus.

Partito Liberale Democratico (FDP) 

Anche la FPD rifiuta l’idea di obbligare l’industria a fermare la produzione delle auto endotermiche, arrivando ad opporsi agli incentivi all'acquisto di vetture a batteria, perché queste sarebbero a loro avviso solo una piccola parte nel grande mix dei trasporti del futuro. 

In parte, però, il partito guidato da Christian Lindner, bilancia il programma in chiave green con la dichiarazione di voler ampliare la rete di ricarica e di supportare l’idrogeno e i carburanti sintetici.