Decentralizzazione: è una delle tante parole con cui familiarizzare quando si parla di transizione ecologica. Con questo termine si può definire infatti il fenomeno della produzione di energia affidata non più solo alle grandi aziende, ma ai singoli utenti della rete elettrica.

A partire dall’installazione di sistemi fotovoltaici e di accumulo nelle case, arrivando magari all’uso di batterie EV alla fine del primo ciclo di vita, ogni cittadino oggi può produrre l’energia di cui ha bisogno in maniera del tutto indipendente. Quali sono le conseguenze di tutto questo?

Batterie per 130

Partiamo da una constatazione: la cosiddetta “generazione distribuita” sta prendendo e prenderà sempre di più piede. Secondo i dati di BloombergNEF, l’uso dei pannelli solari aumenterà di 10 volte entro il 2050, mentre quello delle batterie addirittura di 130 volte.

Di fronte a queste previsioni, anche le Case auto si stanno muovendo per ritagliarsi una fetta di mercato. Volkswagen, solo per citare l’ultima, ha annunciato il mese scorso la nascita di una società europea specifica per gli accumulatori, che tra i vari compiti avrà anche quello di gestire riuso e riciclo delle batterie: tema diventato centrale anche in Italia.

Manatee Energy Storage Center, il più grande sistema di accumulo fotovoltaico al mondo

Nei prossimi anni saranno perciò milioni i sistemi di alimentazione domestica in mano ai privati, che magari avranno anche auto elettriche dotate di tecnologia Vehicle-to-Grid, da cui ricavare energia nei momenti più complicati della giornata.

Il futuro

Eroso il monopolio delle grandi aziende, cosa riserverà il futuro dell’energia? Prima di tutto, come accennato, cadrà la produzione centralizzata, per lasciare il posto a quella localizzata in unità più piccole, diffuse e collegate direttamente alla rete di distribuzione.

Nasceranno poi nuovi business ed emergeranno nuovi player, impegnati nella realizzazione di hardware e software ad hoc per il prossimo mercato. E persino i vicini di casa potranno stringere piccoli accordi fra di loro. Avete mai sentito parlare delle comunità energetiche?

Tecnologia a rischio?

Ma ci sono alcune considerazioni da fare. Il mercato dell’energia finora non è mai stato in mano ai consumatori e ha delle caratteristiche molto precise: deve essere affidabile, a disposizione di tutti ed economicamente accessibile. 

Ora però le prospettive cambiano. Aaron Levie, ceo del cloud service Box, ha provato a riassumerle in una serie di tweet pubblicati tra fine dicembre e inizio gennaio: “Decentramento – ha scritto – è una parola divertente. La rete è già decentralizzata, permettendoti di lanciare qualsiasi nuovo prodotto sul mercato in qualsiasi momento”.

 

Tuttavia, rileva, “se si decentralizza ogni prodotto, si crea un altro mercato per ciascuno di essi” e “ironia della sorte, si rallenta l’innovazione, andando contro l’accelerazione”. Come mai? “Perché i mercati sono efficienti nel decidere il prodotto giusto di cui si ha bisogno, ma non altrettanto nel prendere le decisioni che riguardano quel prodotto secondo l’opinione generale”.

Alla fine, il compromesso potrebbe essere un mix: decentramento delle risorse e, al tempo stesso, creazione di enti che svolgeranno funzioni di controllo del mercato. Questo potrebbe lasciare all’innovazione tecnologica lo spazio di cui ha bisogno.