Colonnine, il PNRR ha spinto la corsa: 27.000 in più in un anno
Daniela Biscarini, Head of Charging Point Operator Italia di Enel, ha spiegato all’ECO Festival cosa è cambiato nella rete italiana
Il PNRR ha dato una spinta importante alla rete di ricarica italiana, contribuendo alla realizzazione di migliaia di nuovi punti anche nelle aree dove, fino a poco tempo fa, gli investimenti erano stati più difficili da sostenere. Ne ha parlato a Roma, in occasione dell'ECO Festival della Mobilità Sostenibile e delle Città Intelligenti, Daniela Biscarini, Head of Charging Point Operator Italia di Enel.
I numeri fotograno una crescita molto rapida: in Italia sono stati raggiunti circa 85.000 punti di ricarica e nell'ultimo anno ne sono stati aggiunti 17.000. Enel, da sola, ha superato i 28.000 punti, circa 5.000 dei quali sono stati realizzati negli ultimi due anni anche grazie alle risorse del PNRR.
Il PNRR ha accelerato gli investimenti
Biscarini ha spiegato che i bandi del PNRR hanno avuto un ruolo importante perché hanno permesso di sostenere investimenti anche in territori che, in quel momento, non avevano ancora abbastanza auto elettriche per garantire una sostenibilità economica delle infrastrutture. Enel ha partecipato in modo consistente a questo processo e ha utilizzato le risorse del Piano per realizzare una parte significativa dei nuovi punti.
Enel X Way
Il PNRR, però, non ha cancellato le complessità che caratterizzano la costruzione della rete. Tra l'installazione di una colonnina e la sua effettiva accensione intervengono diversi soggetti, con autorizzazioni, lavori e procedure che richiedono tempo.
È anche questo uno dei motivi per cui alcuni automobilisti vedono colonnine già installate ma ancora non operative. Come ha ricordato Biscarini la filiera coinvolge anche le amministrazioni locali. I Comuni stabiliscono dove, come e quando installare le infrastrutture, tenendo conto anche dei vincoli ambientali e archeologici che caratterizzano molte zone del nostro Paese.
In un anno sono arrivati 27.000 punti
La fotografia che è emersa all'ECO Festival è stata quella di una rete diventata molto più capillare rispetto al passato. Gli 85.000 punti di ricarica presenti in Italia hanno coperto tutto il territorio, dal Nord al Sud, comprese le isole, e hanno compreso diverse velocità: dalle ricariche lente, adatte soprattutto alla sosta notturna, fino alle infrastrutture ad alta potenza. La crescita della rete è arrivata nello stesso momento in cui è aumentato anche il numero delle auto elettriche.
Colonnine di ricarica Enel X Way
Nei primi otto mesi del 2026 sono state vendute circa 90.000 auto elettriche, il 70% in più rispetto allo stesso periodo dell'anno precedente. Il parco circolante ha raggiunto invece circa 500.000 vetture elettriche.
Autostrade, la rete è arrivata all'86%
Anche in autostrada la situazione è cambiata. Secondo i dati forniti da Biscarini, l'86% delle aree di servizio autostradali è stato coperto dalla ricarica. Enel ha inoltre partecipato ai bandi per l'infrastrutturazione delle autostrade e lo scorso anno si è aggiudicata 18 aree di servizio, con almeno 3 infrastrutture per area e 6 punti di ricarica ad alta velocità.
La distribuzione delle stazioni non è stata però lasciata alla libera scelta dell'operatore. I bandi hanno previsto un mix di aree del Nord, Centro e Sud Italia, proprio per evitare che le infrastrutture si concentrassero soltanto nelle zone considerate economicamente più interessanti.
Daniela Biscarini, Head of Charging Point Operator Italia di Enel, all'ECO Festival della Mobilità Sostenibile e delle Città Intelligenti
A questo punto, ha spiegato Biscarini, sono stati soprattutto i concessionari autostradali a dover accelerare. Alcuni hanno proceduto più rapidamente, mentre altri sono rimasti più indietro nello sviluppo delle infrastrutture.
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