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Le auto elettriche sono sopravvalutate, parola del presidente Toyota

Akiro Toyoda, numero 1 del colosso giapponese, critica l'eccessivo hype intorno alla mobilità a emissioni zero

auto elettrica ricarica

Massimo Grassi Massimo Grassi

Di: Massimo Grassi

17 dic 2020 alle 16:42

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Il mondo dell'auto ha ormai virato verso , con un fiorire di modelli a emissioni zero nei listini di tutto il mondo. Modelli di differenti dimensioni e autonomie, che alcuni vedono come l'inevitabile futuro per l'automotive. Un hype che per il presidente di Toyota - Akiro Toyoda - è ingiustificato.

Le auto elettriche sono sopravvalutate.

Toyoda parla di eccessivo clamore intorno alla mobilità elettrica, con hype ingiustificato che potrebbe risultare addirittura dannoso per l'economia del mondo automotive e non solo.

Problemi di elettricità

Secondo quanto dichiarato dal numero uno di Toyota in occasione di una conferenza stampa della Japan Automobile Manufacturers Association, - l'associazione dei costruttori auto giapponese di cui Toyoda è a capo - se il Giappone avesse unicamente auto elettriche, terminerebbe le riserve di energia disponibile in estate, lasciando di fatto il Paese "a secco" a causa delle ricariche delle batterie. Un problema che si potrebbe risolvere aumentando la produzione, ma per Toyoda la coperta rimane comunque corta.

La produzione di energia non è infatti a emissioni zero, e la filiera così risulta ancora impattante sull'ambiente. Senza considerare il costo economico della creazione di un'infrastruttura adatta a servire un parco circolante di decine di milioni di auto a batterie, il cui conto sarebbe di diverse centinaia di miliardi di euro.

Quando i politici dicono "Sbarazziamoci delle auto a benzina, capiscono di cosa stanno parlando? Se il Giappone dovesse intestardirsi sul vietare le auto con motori endotermici l'attuale sistema economico collasserebbe, causando la perdita di milioni di posti di lavoro

Una risposta nemmeno troppo blanda alle voci che vorrebbero il Paese orientale intenzionato a bandire i motori classici entro il 2035, mentre potrebbe permettere la vendita di modelli ibridi.

Un bene per pochi

E se l'auto fino ad oggi ha rappresentato un mezzo democratico per spostarsi, se un domani l'elettrico dovesse prendere il sopravvento a discapito degli endotermici, le stesse auto diventerebbero un bene per poche persone.

Il tutto mentre sono sempre più i Paesi, Giappone compreso, pronti a sanzionare quei costruttori che dovessero superare una determinata soglia di emissioni del proprio parco auto.

Una posizione controcorrente rispetto, ad esempio, a chi nell'elettrico crede fortemente come il numero uno di Volvo, che pochi giorni fa aveva criticato l'attuale sistema di incentivi Europei chiedendo di vietare la vendita di auto a benzina e diesel, così da favorire i modelli 100% elettrici.

Elettrico nel quale comunque il Gruppo Toyota è pronto a entrare con un SUV a batterie basato sul nuovo pianale e-TNGA, alla base anche del primo modello 100% elettrico di Subaru in arrivo in Europa entro il 2025. C'è poi la ricerca sulle batterie allo stato solido, che secondo rumors il colosso giapponese potrebbe presentare nel corso del 2021.

In tutto questo però non si ferma la ricerca sulla mobilità a idrogeno, dove Toyota è leader indiscussa e nel quale crede fortemente come unico esempio di ciclo circolare, dove da acqua si ottiene acqua, decarbonizzando completamente il ciclo di produzione dell'energia. Una tecnologia applicata sulla Mirai, berlina fuel-cell arrivata alla seconda generazione, dalla cui esperienza potrebbe nascere una flotta di camion a idrogeno.

La "corsa" all'elettrico dei costruttori auto

L'Europa fissa il target: 30 mln di auto elettriche al 2030 (e non solo)

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