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Batterie per auto e freddo: cosa emerge da nuovi test indipendenti
Le prove raccolte sulle batterie LMFP sono incoragginati e riguardano anche l'affidabilità e l'autonomia

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Eleonora Lilli 
Di: Eleonora Lilli
11 feb alle 10:00
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Le batterie agli ioni di litio restano un elemento critico per le auto elettriche, perché presentano due problemi principali. Primo: la capacità diminuisce con il tempo, riducendo gradualmente l’autonomia dopo diversi anni di utilizzo. Secondo: le basse temperature riducono le prestazioni, causando una perdita di autonomia in inverno o in climi molto freddi.
Nuovi test indipendenti su celle LMFP (Litio Manganese Ferro Fosfato) sviluppate dall’azienda britannica Integrals Power mostrano risultati promettenti: le batterie mantengono capacità più a lungo e funzionano meglio anche alle temperature più rigide. Le analisi, condotte da QinetiQ e dall’Università di Cranfield, forniscono dati concreti su questi due limiti che gli automobilisti elettrici incontrano ogni giorno.
Cicli di ricarica più resistenti nel tempo
Le prove di ciclo di vita realizzate da QinetiQ hanno verificato come le celle LMFP possano sopportare oltre 1.500 cicli completi di carica e scarica, mantenendo circa l’80% della capacità iniziale. Già lo scorso anno, al raggiungimento dei 1.000 cicli, la capacità residua superava l’80%, un risultato che indica come la chimica LMFP possa garantire una lunga vita utile delle batterie.
Questo significa, in pratica, che le auto elettriche equipaggiate con queste celle potrebbero mantenere autonomia e prestazioni più a lungo, riducendo i costi di manutenzione e aumentando il valore residuo dei veicoli.
Prestazioni invernali superiori alle attese
Un altro dato significativo riguarda le prestazioni a basse temperature, testate dall’Università di Cranfield. Le celle LMFP hanno mostrato una capacità residua dell’85% a -25 °C e del 68% a -30 °C, valori molto superiori rispetto alle batterie LFP e LMFP tradizionali, che in condizioni simili si fermano rispettivamente intorno al 50% e al 40%. Questo si traduce in minori riduzioni di autonomia durante i mesi più freddi, uno dei principali problemi percepiti dagli automobilisti elettrici.
I vantaggi non si limitano alle auto: queste batterie possono essere utilizzate anche in applicazioni più estreme, come veicoli marittimi, droni o mezzi militari che operano in condizioni di freddo intenso.
Oltre alla durata e alle prestazioni al freddo, la chimica LMFP offre anche altri punti di forza rispetto alle batterie NMC (Nichel-Manganese-Cobalto), oggi molto diffuse: costi inferiori, maggiore sicurezza, minore tossicità e una ridotta dipendenza da materie prime critiche.
Le celle utilizzate nei test sono state prodotte nel Regno Unito a partire da materie prime provenienti da Europa e Nord America, dimostrando come sia possibile sviluppare batterie di nuova generazione con filiere più sicure e trasparenti, indipendenti dalle principali forniture asiatiche.
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Fotogallery: Le batterie LMFP (Litio Manganese Ferro Fosfato) di Integrals Power

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Fonte: Integrals Power
Foto di: Motor1.com Staff
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