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Così Tesla "prevede" (ed evita) le code ai Supercharger
Il brand americano studia un algoritmo capace di "leggere" le abitudini dei proprietari di auto elettriche

Foto di: Tesla
Alberto Carmone 
Di: Alberto Carmone
28 apr alle 11:30
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Tesla accelera sul fronte dell’infrastruttura di ricarica introducendo un nuovo modello di machine learning capace di prevedere le code ai Supercharger prima ancora che gli automobilisti arrivino alla colonnina.
Così Elon Musk punta a ridurre al minimo i tempi di attesa e rendere l’esperienza di ricarica sempre più integrata nel viaggio, fino a creare una rete in cui "non si debba (quasi) mai aspettare”.
Lo studio delle abitudini
Tesla è al lavoro su un sistema predittivo avanzato che analizza il traffico in tempo reale nelle aree circostanti le stazioni di ricarica, sfruttando una geolocalizzazione precisa. Il modello non si limita a contare le auto elettriche presenti, ma cerca di capire quante di queste abbiano effettivamente l’intenzione di fermarsi a ricaricare. Un passaggio cruciale, perché molte stazioni Supercharger si trovano in aree condivise con ristoranti, centri commerciali o altri servizi, dove il traffico non è legato esclusivamente alla ricarica.
Per addestrare il sistema, Tesla ha utilizzato un’enorme mole di dati: oltre 15 milioni di km percorsi, raccolti in forma aggregata e anonimizzata da veicoli in tutto il mondo. Questo ha permesso di affinare la capacità del modello di riconoscere schemi ricorrenti e prevedere con maggiore precisione il comportamento degli utenti. Il risultato è una riduzione significativa del margine di errore, che scende al 20% nella stima delle code.
L'integrazione nel route planner (e i potenziali problemi)
In termini pratici, significa che anche in scenari più complessi — ad esempio con oltre dieci veicoli in attesa — il sistema è in grado di prevedere la lunghezza della coda con uno scarto di appena una o due auto. Un livello di precisione che può fare la differenza nella pianificazione di un viaggio, soprattutto sulle lunghe distanze.
Questa tecnologia si integra direttamente nel route planner di Tesla, che diventa così ancora più intelligente. Il navigatore sarà in grado di suggerire automaticamente le stazioni meno congestionate, ottimizzando il tempo complessivo di percorrenza e non solo la durata della ricarica.
Un elemento chiave di questo sviluppo è l’integrazione verticale di Tesla: l’azienda controlla contemporaneamente le auto, il software e la rete di ricarica. Questo consente di raccogliere e analizzare dati in modo coordinato, creando un ecosistema difficilmente replicabile da altri operatori.
Non mancano però le sfide. La crescente apertura dei Supercharger anche a veicoli di altri marchi rende i flussi più complessi da prevedere, aumentando la variabilità del sistema. Tesla stessa riconosce che il lavoro non è finito e che sono già in sviluppo ulteriori aggiornamenti.
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Fonte: Electrive
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