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La luce "magica" del Cybercab: così non sali sull'auto sbagliata

Nel servizio Robotaxi di Tesla Cybercab la barra LED RGB frontale diventa il riferimento visivo per scegliere la corsa giusta

Tesla Cybercab, Los Angeles Auto Show 2024

Foto di: InsideEVs

Eleonora Lilli Eleonora Lilli

Di: Eleonora Lilli

28 ago alle 15:53

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Il 3 settembre l'evento di Austin sarà il lancio ufficiale del Cybercab, il robotaxi Tesla senza volante e pedali, in un appuntamento esclusivo su invito e in streaming, non un’apertura al pubblico come servizio. Intanto alcuni esemplari di pre-serie sono già stati avvistati in circolazione ad Austin per i test, con un dettaglio che riguarda un problema molto più pratico di quello della guida autonoma: come riconoscere, tra più veicoli identici parcheggiati in fila, quale sia effettivamente la propria corsa.

Secondo le ricostruzioni di osservatori e community specializzate, la risposta di Tesla è una barra luminosa RGB a tutta larghezza sul frontale del veicolo, capace di illuminarsi con colori diversi. L’idea è usare la luce non solo come firma stilistica, ma come interfaccia per l’identificazione del mezzo in arrivo, in collegamento con l’app Robotaxi.

Come funziona la barra luminosa RGB del Cybercab

Il meccanismo descritto nelle ultime settimane è semplice nella logica anche se tecnicamente sofisticato nell'esecuzione: una striscia di LED RGB (una tecnologia che permette di generare qualsiasi colore combinando rosso, verde e blu) integrata nel frontale del veicolo, controllata dal sistema che gestisce anche l'abbinamento tra passeggero e corsa. Non è quindi un accessorio estetico, ma parte del software che gestisce l'intera esperienza di pick-up.

Tesla Cybercab, Los Angeles Auto Show 2024

Fonte: InsideEVs

La sincronizzazione con l'app è il punto chiave nelle ipotesi finora circolate: il colore mostrato sullo schermo dello smartphone dovrebbe coincidere con quello proiettato dal veicolo in strada. Il sistema, secondo quanto emerso, punta a funzionare anche quando più Cybercab attendono clienti nella stessa area di pick-up, uno scenario che potrebbe verificarsi nelle aree servite dai robotaxi e non soltanto in singole fermate isolate.

Perché l'identificazione del robotaxi è un problema da risolvere

Negli attuali servizi di ride-hailing con conducente umano, l'errore di abbinamento tra passeggero e vettura è già una fonte comune di disguidi: corse sbagliate, addebiti errati, persone che salgono sull'auto di qualcun altro. Con un conducente al volante, però, resta sempre una controparte in grado di verificare nome e destinazione. Nel Cybercab, veicolo privo di volante e pedali con controlli affidati interamente ai sistemi di guida autonoma, questa verifica umana scompare del tutto.

 

Il problema si aggrava nei contesti urbani più affollati, dove targa e descrizione del veicolo, i metodi tradizionali di riconoscimento, perdono efficacia quando decine di auto identiche per colore e forma sostano nella stessa area. Non mancano però questioni aperte: un sistema basato principalmente sul colore pone interrogativi di accessibilità per chi ha disabilità visive o alterazioni della percezione cromatica, e in prospettiva potrebbero servire soluzioni complementari come segnali sonori o indicatori testuali nell'app.

Secondo le informazioni ufficiali, oggi la rete Robotaxi di Tesla è attiva con una flotta iniziale di Model Y in aree limitate di alcune città degli Stati Uniti, tra Florida e Texas, e il Cybercab è presentato come veicolo dedicato destinato a entrare in questa rete in una fase successiva. Per ora non è stata comunicata una roadmap dettagliata di inserimento del nuovo modello nel servizio operativo ad Austin, né una sequenza di fasi pubbliche che partano da corse riservate ai dipendenti per arrivare ai clienti esterni.

La barra RGB, nelle anticipazioni emerse finora, resta uno degli elementi pensati per gestire l'esperienza di salita a bordo quando l'unico interlocutore del passeggero è il sistema che gestisce apertura porte e riconoscimento del cliente.

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