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Il Cybercab mi ha tenuto in ostaggio 70 minuti

Il robotaxi di Tesla doveva impiegare dieci minuti, ma ha scelto una deviazione portando il passeggero a destinazione dopo oltre un'ora

Tesla Cybercab, le immagini della

Foto di: Tesla

Eleonora Lilli Eleonora Lilli

Di: Eleonora Lilli

15 set alle 15:00

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Un viaggio di appena dieci minuti si è trasformato in una corsa di oltre un'ora, per la precisione 70 minuti. È quanto è successo a un passeggero di un Tesla Cybercab ad Austin, in Texas, dove il robotaxi senza volante né pedali trasporta già clienti paganti.

La corsa, prenotata dal supermercato 99 Ranch Market al quartiere Domain, normalmente prevede un percorso che passa dall'autostrada. Il servizio Cybercab, però, opera all'interno di un'area delimitata della città e il software può escludere alcuni dei percorsi più rapidi.

In questo caso il robotaxi ha scelto una deviazione verso sud, passando per East Austin, allungando notevolmente sia il tragitto sia i tempi di viaggio. Il passeggero ha raccontato l'episodio su Reddit, nel forum locale r/Austin, con una frase decisamente eloquente: "Il mio Cybercab mi ha tenuto in ostaggio per un'ora".

Cosa è successo nel viaggio da 10 a 70 minuti

La corsa mette in luce un limite strutturale del software quando incrocia le restrizioni dell'area di servizio. Le fonti pubbliche descrivono un funzionamento entro zone specifiche di Austin, senza un elenco ufficiale di infrastrutture vietate (come autostrade o passaggi a livello ferroviari). Chi prenota una corsa non lo sa in anticipo: l'app Robotaxi mostra solo una stima del prezzo, non un tempo di percorrenza previsto.

Il Tesla Cybercab visto dal vivo

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Fonte: Motor1.com

Il costo della corsa incriminata è stato di 20 dollari (circa 18,4 euro), in linea con le tariffe di mercato per quel tipo di tragitto. Il problema non è economico, è la durata imprevedibile. Il software che guida il Cybercab è lo stesso montato sulle robotaxi basate sulla Model Y, quindi lo stesso tipo di deviazione può capitare a qualsiasi passeggero della flotta, non solo a chi sale sul veicolo senza comandi manuali.

Il caso arriva a pochi giorni da un altro evento che riguarda la stessa auto. Il 4 settembre la NHTSA, l'agenzia federale statunitense che si occupa di sicurezza stradale, ha aperto un audit su come Tesla ha auto-certificato il Cybercab, un veicolo che per costruzione non prevede alcun intervento umano al volante, semplicemente perché il volante non c'è.

Cybercab e Model Y: due robotaxi, un'unica app

Ad Austin coesistono oggi due generazioni di robotaxi Tesla. Da giugno 2025 circolano veicoli Model Y con volante e pedali, guidati in autonomia ma predisposti anche al comando manuale. Il Cybercab, arrivato dopo, è la prima vettura di produzione pensata fin dal progetto per non avere né l'uno né l'altro.

Chi prenota tramite l'app Robotaxi di Tesla non sceglie il modello. Seleziona partenza e destinazione come farebbe su un'app di ride-hailing tradizionale e il sistema assegna il veicolo disponibile. L'unica differenza percepibile, per il passeggero, è quale auto si presenta al punto di ritiro: da fuori, l'esperienza di prenotazione resta identica.

La flotta resta piccola: secondo ricostruzioni basate sui registri del Texas Department of Motor Vehicles, i Cybercab erano circa 45 al lancio e sono saliti a poco meno di 50 pochi giorni dopo. Il servizio copre solo il centro di Austin, esclude l'aeroporto e vieta il trasporto di bambini sotto i 13 anni: condizioni ben più restrittive di quelle di un taxi o di un servizio di noleggio con conducente tradizionale.

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