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Tesla, perché si è fatta prestare 30 miliardi dalle banche

I soldi non sono ancora stati utilizzati: sono una riserva per affrontare la forte crescita degli investimenti nei prossimi anni

Tesla Model S P85D 2015
Foto di: Andrei Nedelea
Eleonora Lilli Eleonora Lilli

Tesla si mette al sicuro e apre una linea di credito da 30 miliardi di dollari. La Casa americana ha comunicato ieri, attraverso un deposito regolamentare, di aver stretto accordi con un gruppo di banche, tra cui Citi e Wells Fargo, per avere accesso a tre nuove linee di finanziamento.

Ma attenzione: quei 30 miliardi non sono soldi già incassati. Al momento della firma Tesla non aveva ancora prelevato nulla. Anzi, nel documento la società spiega di non prevedere, sulla base delle informazioni attuali, di utilizzare queste linee di credito nel corso del 2026. Si tratta quindi di una sorta di paracadute finanziario pronto all'occorrenza, non di nuovo debito già sulle spalle dell'azienda.

La mossa arriva però in un momento particolare: nello stesso trimestre il flusso di cassa di Tesla è tornato negativo, cosa che non succedeva dall'inizio del 2024. Ecco perché quei 30 miliardi di credito disponibili fanno parlare, anche se per ora restano soltanto una riserva da poter utilizzare se necessario.

Le tre linee da 30 miliardi di dollari

Il nuovo pacchetto finanziario di Tesla è formato da tre linee di credito, per un totale di 30 miliardi di dollari. La più grande vale 20 miliardi e potrà essere utilizzata nei prossimi tre anni. A questa si aggiungono una linea da 8 miliardi, disponibile per cinque anni, e una da 2 miliardi, con durata di 364 giorni.

Tutte e tre sono senza garanzie su beni specifici: in pratica, Tesla può accedere ai finanziamenti senza dover mettere a garanzia fabbriche, auto o altri asset.

Nello stesso momento Tesla ha chiuso una vecchia linea di credito da 5 miliardi di dollari, che però non era stata utilizzata. Il nuovo accordo, quindi, non serve a coprire un debito esistente: prende il posto della vecchia linea, ma con una disponibilità complessiva sei volte maggiore e con scadenze più lunghe.

Perché il credito resta inutilizzato

Tesla ha già in cassa circa 43 miliardi di dollari, ma è bene ricordare che nell'ultimo trimestre le spese per nuovi progetti e infrastrutture sono più che raddoppiate e nel 2025 hanno raggiunto circa 8,5 miliardi di dollari. E il conto potrebbe crescere ancora: nei prossimi anni l'azienda prevede forti investimenti nell'intelligenza artificiale e nei data center, ma anche nei robotaxi, nei robot Optimus, nelle batterie e negli stabilimenti.

A questi si aggiungono progetti nel settore dei semiconduttori e del solare in Texas. Nel complesso, Tesla indica un programma di investimenti che potrebbe superare i 25 miliardi di dollari, anche se non ha fissato una cifra precisa per il solo 2026.

Avere 30 miliardi di dollari già disponibili ha comunque un costo: Tesla deve pagare alcune commissioni per mantenere aperte le linee di credito, anche senza utilizzarle. È però un prezzo limitato rispetto alla possibilità di avere una grossa riserva di denaro pronta all'uso, senza dover cercare nuovi capitali proprio nel momento in cui gli investimenti aumentano.

Insomma, la nuova linea di credito non sembra pensata per pagare le spese quotidiane o tappare un buco nei conti. Tesla si sta costruendo un cuscinetto finanziario molto più grande proprio mentre si prepara a spendere parecchio su AI, robotaxi, robot e nuove infrastrutture.

Resta da vedere se la crescita più lenta rispetto al 2023 e le scorte di auto elettriche invendute spingeranno la società a intaccare per la prima volta questa riserva.