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Chery punta sulle batterie allo stato solido e sull'ammoniaca

Il gruppo cinese presenta nuovi sviluppi per le auto elettriche e un sistema per produrre energia e calore

Global Innovation Conference

Foto di: Chery

Eleonora Lilli Eleonora Lilli

Di: Eleonora Lilli

21 ott alle 07:00

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La tecnologia delle batterie allo stato solido come sappiamo è uno degli obiettivi più ambiziosi dell'industria automobilistica, perché promette di aumentare la densità energetica e migliorare la sicurezza degli accumulatori. Anche Chery, il gruppo automobilistico cinese che controlla marchi come Omoda e Jaecoo, sta lavorando a questa soluzione e ha presentato nuovi aggiornamenti durante la Global Innovation Conference.

Il costruttore ha annunciato che la linea pilota dedicata alla batteria allo stato solido Rhinoceros S dovrebbe entrare in funzione nel 2027.

Si tratta di un passaggio importante per lo sviluppo industriale, ma non significa che le batterie saranno già disponibili sulle auto di serie. La produzione sperimentale, i test sui veicoli e la commercializzazione sono infatti fasi distinte. La stessa Chery aveva già indicato il 2027 come anno d'inizio delle prove su vetture complete.

Batteria da 400 Wh/kg e autonomia fino a 1.500 km

La batteria Rhinoceros S è una delle tecnologie su cui Chery sta concentrando le proprie attività di ricerca. Secondo i dati diffusi dall'azienda, le celle raggiungono una densità energetica di 400 Wh/kg, un valore che indica quanta energia può essere immagazzinata in rapporto al peso. La batteria dovrebbe funzionare in un intervallo di temperatura compreso tra -40 e 100 °C. Chery ha inoltre riferito di aver eseguito una prova in una camera termica a 200 °C, senza però fornire informazioni sufficienti sulla durata del test e sulle condizioni della cella per confrontare il risultato con le prove di sicurezza standardizzate.

Global Innovation Conference

Chery avvierà nel 2027 la linea pilota della batteria allo stato solido Rhinoceros S, con densità di 400 Wh/kg e autonomia promessa fino a 1.500 km

Foto di: Chery

Il costruttore cinese aveva già presentato una diversa soluzione allo stato solido con una densità energetica dichiarata di 600 Wh/kg. Le due tecnologie seguono però strade differenti: la cella da 400 Wh/kg utilizza un elettrolita solido a base di solfuri e un catodo ternario ad alto contenuto di nichel, mentre quella da 600 Wh/kg impiega un elettrolita polimerizzato direttamente nella cella e un catodo ricco di manganese e litio. Non si tratta quindi di due versioni direttamente confrontabili dello stesso accumulatore. Per le future auto elettriche, Chery indica un obiettivo di autonomia fino a 1.500 km, che rimane tuttavia una previsione e non un dato verificato su un modello di serie.

La sfida principale non riguarda soltanto la quantità di energia immagazzinata. Nei sistemi allo stato solido è fondamentale mantenere un contatto stabile tra elettrolita ed elettrodi durante le ripetute fasi di carica e scarica. Chery sta lavorando anche all'integrazione delle celle nei pacchi batteria e a un proprio sistema di gestione, denominato Dedicated Management System.

Nel frattempo, altri protagonisti cinesi, tra cui CATL e BYD puntano a realizzare produzioni su piccola scala di batterie allo stato solido intorno al 2027. Le rispettive tabelle di marcia sono però diverse e non implicano necessariamente l'avvio della produzione di massa nello stesso anno.

Global Innovation Conference

Veicoli del Gruppo Chery pronti per essere caricati e spediti

Foto di: Chery

Batterie liquide, sodio e idrogeno: gli altri progetti di Chery

Il programma Rhinoceros non comprende soltanto le batterie allo stato solido. La famiglia include anche celle con elettrolita liquido, per le quali Chery dichiara una potenza di ricarica di picco pari a 12C e una media sostenuta superiore a 8C. La sigla C esprime la velocità di carica in rapporto alla capacità della batteria: in teoria, 1C corrisponde a una carica completa in un'ora, mentre 2C indica una velocità doppia.

I valori comunicati per le celle liquide non devono però essere attribuiti alla Rhinoceros S allo stato solido. Il gruppo sta sviluppando anche accumulatori agli ioni di sodio destinati agli impianti di accumulo energetico domestici, commerciali e industriali, con una durata dichiarata fino a 15.000 cicli.

Alla conferenza Chery ha presentato inoltre un sistema di celle a combustibile a ossidi solidi, conosciuto con la sigla SOFC, progettato per produrre elettricità e calore utilizzando ammoniaca come combustibile. L'azienda descrive uno scenario in cui l'ammoniaca viene prodotta impiegando energia eolica e solare e indica un'efficienza elettrica del 60%, che sale al 90% considerando anche il recupero del calore. Il sistema dovrebbe poter regolare la potenza tra il 30% e il 100% e avere tempi di installazione di circa 90 giorni.

L'ammoniaca può essere utilizzata come vettore per trasportare idrogeno, ma la sua produzione, il trasporto e la successiva conversione in energia incidono sull'efficienza complessiva e sulle emissioni. L'impiego di elettricità rinnovabile nella fase produttiva, da solo, non basta quindi a dimostrare che l'intero ciclo sia a emissioni zero.

Chery individua possibili applicazioni nella generazione elettrica decentralizzata e nelle infrastrutture di ricarica situate in aree remote. La loro convenienza dipenderà dalla disponibilità del combustibile, dai costi di installazione e gestione e dalle esigenze energetiche dei siti.

Per ora, sia questo sistema sia le batterie di nuova generazione rappresentano progetti in sviluppo: la disponibilità commerciale e le prestazioni effettive dovranno essere verificate nelle successive fasi di prova.

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