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Auto elettriche e Coronavirus, le limitazioni per la ricarica pubblica
Abbiamo chiesto ai comandi della Polizia locale come comportarsi per essere in regola: ecco cosa ci hanno risposto

Flavio Atzori 
Di: Flavio Atzori
25 mar 2020 alle 16:45
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L'emergenza Coronavirus ha relegato l'auto a strumento da usare solo e soltanto per comprovati motivi, assolutamente indispensabili. Altrimenti bisogna rimanere a casa, su questo non ci sono dubbi.
Cosa succede però per la ricarica delle auto elettriche nel caso non si abbia la possibilità di ricaricare in casa? Se si rientra in una categoria costretta ancora a muoversi, ci sono restrizioni per le ricariche alle colonnine pubbliche? La fattispecie rientra un po’ in una zona grigia della normativa e per questo abbiamo contattato i comandi della Polizia locale di Roma, Milano, Torino e Modena per cercare di fare chiarezza. Ecco cosa ci hanno detto.
Solo se davvero necessario
Quanto abbiamo riscontrato, pur in assenza di linee guida precise sulla questione, è stata una coerenza di fondo delle risposte, fondate su una declinazione di buonsenso di quelle che sono le previsioni normative indicate dal Governo.
Dunque è possibile o no andare a ricaricare la propria EV alle colonnine? Tutti i comandi ci hanno risposto in maniera affermativa, assimilando la ricarica elettrica al pieno di benzina, ma il comando di Milano della polizia Locale è stato il più chiaro, sottolineando che bisogna dimostrare in ogni caso che la ricarica è finalizzata a esigenze inderogabili, lavorative o di stati di reale necessità.
Qualora ci fosse l'esigenza di avere la vettura carica per comprovate esigenze di carattere assistenziale (si pensi a quelle persone che aiutano parenti impossibilitati a muoversi), anche questo rientrerebbe nello spettro dello stato di necessità. E conseguentemente, qualora vi sia una impossibilità di ricarica in casa, si avrebbe diritto ad uscire per andare a una colonnina.
Naturalmente non si può assolutamente uscire e andare a ricaricare l’auto senza una necessità di movimento connessa a questa azione.
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Colonnina più potente o più vicina?
Appurato ciò, abbiamo fatto anche una seconda domanda: bisogna recarsi necessariamente alla colonnina più vicina o si può optare anche per un’infrastruttura magari poco più lontana ma più potente, che implicherebbe quindi un tempo di ricarica inferiore e quindi, potenzialmente, una minore “esposizione”?
Qui la questione ha assunto tinte più sfumate. Il comando di Roma ha sottolineato come questa fattispecie sia legata in primis al buonsenso delle forze dell’ordine, mentre Milano e Modena sono state più nette nell’affermare che ci si debba recare alla colonnina più vicina, a prescindere dalla potenza.
Si può aspettare anche fuori
Una volta arrivati alla colonnina e collegata la presa, infine, cosa bisogna fare? Bisogna rimanere a bordo del veicolo o si può scendere? Pur essendo raccomandabile, per prudenza, rimanere all’interno dell’auto, ci è stato detto che si può anche uscire, a patto di rispettare tutte le “distanze di sicurezza” raccomandate per un efficace distanziamento sociale.
La regola d'oro del buonsenso
Va da sé che una normativa specifica e chiara su questo aspetto non esiste. All’occorrenza, quindi, quello che hanno chiarito tutti i comandi che abbiamo interpellato è che la ricarica alle colonnine – autocertificazione alla mano - si può effettuare, ma bisogna attenersi sempre a quei comportamenti dettati dal buonsenso che in questo periodo così difficile dovrebbero essere alla base di tutte le nostre azioni.
Come ricordato infine nei giorni scorsi dal nostro Electric Coach, in ogni caso, la ricarica casalinga rimane la soluzione migliore (oltre che la più economica) e ci sono un po’ di trucchetti che si possono usare per preservare la batterie delle nostre auto elettriche durante la quarantena.
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