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Così le auto elettriche cinesi potranno entrare negli Stati Uniti
Uno storico accordo tra Canada e Cina consente l'importazione di migliaia di vetture all'anno. Alcune potrebbero finire negli USA

Foto di: Xpeng
Francesco Barontini 
Di: Francesco Barontini
12 ago alle 07:00
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Le auto elettriche cinesi stanno vendendo sempre di più in tutto il mondo. C'è solo un posto dove davvero non riescono ad attecchire e quel posto sono gli Stati Uniti. Ma le cose sembrano sul punto di cambiare.
L'ingresso di vetture a batteria di brand come BYD, Xpeng, NIO e altri non avverrà da sud, come si poteva ipotizzare vista la presenza di questi marchi in mercati di confine come il Messico, dove JAC ha anche uno stabilimento produttivo, ma da nord. E questo è il primo colpo di scena.
Lo storico accordo Canada-Cina
Il Canada ha infatti cambiato radicalmente la propria politica commerciale nei confronti di Pechino, raggiungendo un accordo che consente l'importazione di fino a 49.000 auto elettriche prodotte in Cina all'anno, soggette a un dazio del 6,1%. Questo numero, in base a quanto stabilito, è destinato a crescere nei prossimi anni.

BYD Sealion 7
Foto di: BYD
Questo significa che migliaia di auto cinesi inizieranno a circolare sulle strade canadesi, a pochi chilometri dagli Stati Uniti. Pensare che prima o poi alcuni costruttori possano guardare anche al mercato americano non è quindi così azzardato. Anche perché a una parte degli automobilisti a stelle e strisce l'idea piace.
Gli americani iniziano a chiedere auto cinesi
Un sondaggio Cox Automotive condotto su 802 potenziali acquirenti mostra che il 40% degli intervistati sarebbe favorevole all'arrivo dei marchi automobilistici cinesi negli Stati Uniti, mentre il 49% considera le loro auto capaci di offrire un rapporto qualità/prezzo molto buono o eccellente.

L'abitacolo della NIO EL8
Non significa che metà degli americani comprerebbe domani una vettura cinese, ma mostra come la percezione stia cambiando, soprattutto in un periodo storico in cui il prezzo medio delle auto nuove negli USA resta vicino ai 50.000 dollari.
C'è di più. Un precedente studio AutoPacific aveva evidenziato una disponibilità molto maggiore tra i giovani nei confronti dei marchi cinesi: il 76% degli under 40 avrebbe almeno preso in considerazione un'elettrica cinese. Questo significa che l'opinione pubblica, salvo sconvolgimenti, sarà sempre meno ostile.

Xpeng P7+
Foto di: Xpeng
Le tre misure protezionistiche di Washington
Washington, però, ha costruito un sistema di protezione che va ben oltre i semplici dazi. L'amministrazione Trump ostacola l'arrivo dei costruttori cinesi agendo su diversi fronti e questo rende il loro ingresso negli USA molto più complesso.
I dazi, certamente, rappresentano un primo filtro. Dal 2024 gli Stati Uniti applicano alle elettriche provenienti dalla Cina un dazio "Section 301" del 100%, rispetto al precedente 25%. A questo si aggiunge il normale dazio doganale previsto per le automobili importate (2,5%). L'obiettivo è semplice: eliminare alla radice il vantaggio di prezzo dei produttori cinesi. Lo stesso principio viene applicato più a monte della filiera: le batterie agli ioni di litio destinate alle auto elettriche provenienti dalla Cina sono sottoposte a un dazio del 25%.

Batterie CATL
Foto di: CATL
Sul fronte delle batterie, gli Stati Uniti hanno rafforzato le limitazioni agli incentivi destinati alla produzione americana quando nella filiera intervengono le cosiddette Prohibited Foreign Entities, categoria che comprende soggetti legati alla Cina. Le regole rendono meno conveniente costruire batterie negli USA se ci si affida a materiali e componenti cinesi.

Xiaomi SU7
Foto di: Xiaomi
C'è poi la questione software, che renderà tutto ancor più complicato. Parlando di auto nuove, dal 2027 gli USA vieteranno le "connected car" che utilizzano determinati software legati alla Cina o alla Russia.
Dal 2027 sarà inoltre vietata la vendita di "connected car" da parte di costruttori cinesi, anche se prodotte fuori dalla Cina: aprire una fabbrica in Messico o negli stessi Stati Uniti, quindi, non sarà sufficiente per aggirare le barriere. A partire dal 2030, queste restrizioni interesseranno anche l'hardware.
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Xpeng
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Fonte: Xpeng
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