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CATL bloccata per nichel, BYD rinvia: EV in Europa a rischio

Nuove regole ambientali in Ungheria allungano i tempi per CATL e BYD, con possibili ricadute sulla filiera europea delle batterie

La sede di CATL in Ungheria

Foto di: CATL

Fabio Gemelli Fabio Gemelli

Di: Fabio Gemelli

2 set alle 14:00

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La fabbrica di celle CATL a Debrecen, in Ungheria, è ferma. Non per una scelta dell'azienda cinese, ma per un'ordinanza delle autorità locali: nove dipendenti hanno mostrato livelli elevati di nichel nei controlli sanitari di agosto, e tre reparti sono stati bloccati fino a rettifica completata.

Il caso arriva mentre il governo ungherese sta rivedendo da mesi il regime delle deroghe ambientali per i grandi investimenti industriali. Anche BYD, che sta costruendo il suo stabilimento a Szeged, ha aggiornato i piani: l'avvio principale della produzione di veicoli è ora fissato per il quarto trimestre 2026, con una prima fase di esercizio di prova già avviata dal 30 aprile 2026 e altri reparti che entreranno in prova a scaglioni fino alla fine del 2027.

CATL a Debrecen, tra multe e permessi negati

L'impianto ungherese fa parte di un investimento da 7,34 miliardi di euro, pensato per arrivare a una capacità complessiva di 100 GWh di celle per batterie. Lo stabilimento per i moduli, da 5 GWh l'anno, produce già dal maggio 2026: le linee per le celle, invece, non sono mai entrate in produzione su scala industriale.

Lo stabilimento CATL di Debrecen

Lo stabilimento CATL di Debrecen

Foto di: CATL

A giugno 2026 CATL aveva introdotto un monitoraggio biologico interno sui dipendenti esposti al nichel, materiale usato nella lavorazione degli elettrodi. I controlli delle autorità della contea di Hajdú-Bihar, condotti tra l'11 e il 25 agosto, hanno confermato protezioni insufficienti in tre aree della fabbrica: il taglio laser dei fogli di catodo e anodo, l'avvolgimento delle lamine e l'asciugatura delle celle.

Il 25 agosto le autorità hanno ordinato lo stop immediato in quei reparti, e all'azienda è stata comminata una sanzione di 10 milioni di fiorini (circa 31.000 dollari) per violazioni dei permessi ambientali integrati. Lo stesso giorno è arrivato il via libera per la prima fase dello stabilimento celle, mentre il 19 agosto era stata respinta la richiesta per la seconda fase, per un'etichettatura non corretta degli edifici già completati.

BYD a Szeged, il rinvio silenzioso

Il rallentamento di BYD a Szeged segue una logica diversa da quella di CATL: non c'è un incidente sul lavoro dietro il ritardo, ma una scelta di ribilanciare gli investimenti globali e far salire più gradualmente la capacità europea. In questo quadro rientra anche la sospensione del progetto di fabbrica in Turchia, su cui il gruppo ha messo una pausa per concentrare risorse sull'Ungheria.

Lo stabilimento

Lo stabilimento BYD di Szeged

Lo stabilimento BYD di Szeged

Foto di: BYD

In parallelo, il governo ungherese sta rivedendo i vantaggi procedurali per le cosiddette iniziative di investimento chiave, quelle con corsie accelerate e procedure semplificate che possono includere deroghe ambientali, urbanistiche e di tutela della natura. La decisione di revisione è stata avviata da maggio 2026 e il testo posto in consultazione il 14 agosto punta a ritirare lo status di progetto chiave e i relativi iter accelerati per una serie di investimenti ad alto rischio sociale e ambientale, non a cancellare in blocco ogni possibile deroga per i nuovi progetti.

Per i costruttori europei che contano su queste due gigafactory per l'approvvigionamento di batterie, il messaggio è che l'Ungheria non è più il terreno di deroghe rapide che era stata negli anni scorsi. Non si tratta di progetti bloccati, ma di tempi più lunghi da mettere in conto nella pianificazione della produzione di batterie per il mercato europeo.

Resta da capire quanto seguirà questo primo giro di vite: se lo stabilimento CATL, che porta con sé alcuni dei vantaggi competitivi della produzione ungherese, riuscirà a sanare le carenze rilevate senza ulteriori rinvii, o se la combinazione tra scelte industriali cinesi e stretta sulle deroghe aprirà nuovi controlli anche su altri cantieri in Ungheria, incluso quello legato ai progetti di battery swap per i camion elettrici che CATL sviluppa in Europa.

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