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In Germania nasce il laboratorio che vuole cambiare le LFP

Lanxess testa ferro e fosfati direttamente nelle celle per accelerare batterie LFP più economiche e rafforzare la filiera europea

In Germania nasce il laboratorio che vuole cambiare le LFP

Foto di: Motor1 Italia visual (AI-assisted)

Eleonora Lilli Eleonora Lilli

Di: Eleonora Lilli

8 set alle 16:48

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In Germania si lavorerà sulle batterie LFP direttamente dentro celle complete, con l'obiettivo di sviluppare più rapidamente la prossima generazione di questa tecnologia. A farlo sarà Lanxess, che ha appena inaugurato un nuovo laboratorio batterie nello stabilimento di Krefeld-Uerdingen. Qui l'azienda tedesca testerà ossidi e fosfati di ferro, materiali utilizzati nei catodi delle batterie al litio ferro fosfato, verificandone il comportamento in condizioni il più possibile vicine a quelle reali.

La scelta dell'LFP non è casuale: questa chimica costa meno rispetto alle batterie al nichel-manganese-cobalto (NMC) e riduce la dipendenza da materie prime come nichel e cobalto. Le stesse apparecchiature potranno inoltre essere utilizzate per studiare materiali destinati alle batterie sodio-ione, una tecnologia che sta guadagnando interesse nel settore.

Che cosa fa il laboratorio di Krefeld-Uerdingen

Nel nuovo laboratorio Lanxess non si limita a produrre ossido di ferro e fosfato di ferro in purezza da laboratorio: li porta dentro celle vere e ne misura l'effetto sulle prestazioni. È un passaggio che normalmente richiede mesi di trasferimento tra fornitore di materiali e produttore di celle, qui accorciato internamente.

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Ricercatori al lavoro nel nuovo laboratorio per il test e lo sviluppo di materiali per batterie LFP.

Foto di: Motor1 Italia visual (AI-assisted)

L'azienda prevede di confrontare diverse qualità di questi due composti per capire come cambiano capacità, durata e resistenza delle celle risultanti. Dal 2024 Lanxess collabora già con IBU-Tec, produttore tedesco specializzato in ossidi funzionali, per affinare gli ossidi di ferro destinati proprio ai catodi LFP, la sigla che indica le batterie al litio ferro fosfato, più economiche e più resistenti al calore rispetto alle chimiche a base di nichel e cobalto.

Lanxess ha inoltre sviluppato una linea di ossidi di ferro dedicata alle batterie, commercializzata come "Battery Grades", e un processo di produzione del fosfato di ferro che genera meno acque reflue saline rispetto ai metodi tradizionali. Il gruppo è già presente in altri anelli della catena, dai sali elettrolitici alle resine a scambio ionico usate nel riciclo.

Perché conta per la filiera europea delle batterie

Secondo le stime di Roland Berger, società di consulenza strategica tedesca, le batterie LFP potrebbero passare dal 10% al 50% di quota di mercato in Europa entro il 2030. È un salto che sposta la domanda di materiali catodici verso ferro e fosfato, oggi prodotti quasi interamente in Asia.

Krefeld-Uerdingen non è un caso isolato: si affianca ad altri progetti europei sugli stessi materiali, come lo stabilimento LFP in costruzione da IBU-Tec, che punta a diventare il più grande impianto del genere nel continente. Un quadro simile emerge anche dai progetti che applicano l'intelligenza artificiale alla produzione di batterie LFP in Europa.

Lanxess si propone come fornitore per le catene di valore occidentali delle batterie, un posizionamento che ha senso solo se la produzione di materiali cresce di pari passo con la domanda di celle. Il confronto naturale è con altre chimiche a basso costo già in discussione, comprese le batterie LMFP e il motivo per cui funzionano come possibile evoluzione delle attuali LFP.

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