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Metà delle province cinesi ha fermato la crescita del carbone

Nel rapporto Ember la crescita di solare ed eolico copre il nuovo fabbisogno elettrico e riduce il peso climatico delle auto elettriche

Metà delle province cinesi ha fermato la crescita del carbone

Foto di: Motor1 Italia visual (AI-assisted)

Eleonora Lilli Eleonora Lilli

Di: Eleonora Lilli

9 set alle 07:00

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Nel 2025 l'intera crescita della domanda elettrica cinese, +5% sull'anno precedente, è stata coperta da energia rinnovabile. È il dato che apre il rapporto Ember, il think tank energetico che monitora la transizione elettrica globale, ed è la prima volta in un decennio che succede a questa scala.

La conseguenza diretta si vede nei numeri della generazione termica, in gran parte a carbone: è scesa di quasi il 2% nello stesso anno, mentre la capacità solare installata ha già superato quella a carbone nel Paese. Per chi guida un'elettrica cinese, o compra componenti fabbricati lì, la rete che li alimenta sta diventando più pulita.

Il carbone smette di crescere in metà della Cina

Il dato più concreto del rapporto riguarda la geografia, non solo il totale nazionale. La generazione termica ha smesso di crescere in 17 delle 26 province e regioni analizzate da Ember, incluse Shandong e Hunan, che insieme rappresentano oltre la metà della capacità termica del Paese.

Il confronto storico rende la misura chiara: la generazione termica era già calata nel 2015, ma allora la domanda elettrica cresceva solo dello 0,5%. Nel 2025 la domanda è salita del 5%, dieci volte tanto, eppure il carbone ha comunque perso terreno. È la differenza tra un rallentamento congiunturale e un cambio strutturale.

Secondo Dr. Muyi Yang, analista senior di Ember, "il sistema elettrico pulito sta guadagnando forza e ampiezza, e il sistema fossile sta già registrando lo spostamento: si vede l'uso di combustibili fossili appiattirsi, settore per settore e provincia per provincia". Su base mobile a 12 mesi, la generazione a carbone è piatta dall'inizio del 2024.

Cosa cambia per auto elettriche e batterie

Il collegamento con la mobilità non è indiretto: a giugno 2026 i veicoli a nuova energia, ovvero auto elettriche pure, ibride plug-in ed extended range, hanno raggiunto circa il 67% delle vendite di nuove auto in Cina, e più quella rete diventa pulita più si abbassa l'impronta di CO₂ di ogni veicolo ricaricato. I consumi di benzina in calo ne sono la controparte diretta.

Anche i mezzi pesanti seguono la stessa traiettoria: le vendite di camion elettrificati sono più che raddoppiate tra 2024 e 2025, con una quota annua che ha raggiunto circa il 20% delle vendite di nuovi camion. Questa crescita, concentrata soprattutto sui segmenti pesanti e nei nodi logistici principali, contribuisce a ridurre il fabbisogno di gasolio per il trasporto merci.

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Mobilità elettrica in Cina: auto e mezzi pesanti si ricaricano grazie ad un'energia sempre più pulita.

Foto di: Motor1 Italia visual (AI-assisted)

Sul lato dello stoccaggio, le batterie hanno superato l'idroelettrico pompato come principale fonte di capacità di accumulo installata in Cina già a fine 2024, un passaggio che rende più semplice assorbire la produzione solare quando il sole non c'è. Le esportazioni cinesi di tecnologie pulite hanno superato i 220 miliardi di dollari (circa 200 miliardi di euro) nel 2025.

Costruire e demolire insieme

Ember descrive questa fase come "build while demolish": si costruisce la nuova capacità pulita mentre si smonta, provincia dopo provincia, il ruolo del carbone. Non è ancora un ritiro delle centrali esistenti, ma un rallentamento della loro crescita che nel 2025 si è tradotto in un calo assoluto della produzione.

Restano nove province, tra cui alcune a forte industria pesante, dove la generazione termica continua a crescere: la transizione non è uniforme e dipende dal mix industriale locale. La rete nazionale, però, mostra per la prima volta un andamento aggregato in cui il carbone perde quota anche in valori assoluti, non solo in percentuale.

Il capitolo sull'impatto delle rinnovabili sulla mobilità elettrica resta aperto: la velocità con cui le restanti province agganceranno il trend deciderà quanto in fretta la rete che alimenta le batterie cinesi diventerà interamente pulita.

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