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L'Europa ha un problema con le batterie (e se lo crea da sola)

Uno studio dimostra che l'Industrial Acceleration Act non consentirà alle Case europee di avere abbastanza batterie per le auto elettriche

La produzione di celle cilindriche Gen6 di BMW
Francesco Barontini Francesco Barontini

Non è la prima volta che l'Europa prova (deliberatamente) a darsi la zappa sui piedi. Stavolta, lo fa con regole sulle batterie che rischiano di mettere a rischio gli approvvigionamenti dei prossimi anni.

Il fatto è che la Commissione Europea, con l'Industrial Accelerator Act (IAA), ha avanzato una proposta che, di fatto, fa rischiare al Vecchio Continente di non avere abbastanza batterie per rispettare i nuovi requisiti di localizzazione. A dirlo è uno studio di Mobility Global commissionato da ACEA, che mette a confronto la crescita della domanda con la capacità produttiva europea prevista nei prossimi anni. Scendiamo nel dettaglio.

Condizioni non rispettabili

Il progetto IAA prevede due fasi. Nella prima, circa sei mesi dopo l’entrata in vigore del regolamento, le batterie dovrebbero integrare almeno tre componenti di origine europea, comprese le celle. Tre anni dopo i requisiti salirebbero a cinque componenti, includendo anche sistema di gestione della batteria e materiali attivi del catodo.

mercedes e il recupero delle batterie

Tecnici Mercedes al alvoro sul recupero dei materiali delle batterie

Il problema è che, secondo lo studio, l’offerta europea non sarebbe sufficiente in nessuno degli scenari analizzati, nonostante la capacità produttiva di celle sia destinata a salire fino a 306 GWh nel 2032. Se il nuovo quadro normativo entrasse in vigore nel 2028, circa 3 milioni di auto potrebbero non avere accesso agli incentivi legati al contenuto europeo semplicemente per mancanza di batterie conformi.

La situazione sarebbe ancora più critica per i veicoli commerciali (medi e pesanti): nel 2032 il deficit potrebbe raggiungere 23 GWh, con una domanda pari a circa quattro volte l’offerta europea disponibile.

L'industria europea è già in affanno

A complicare il quadro ci sono anche problemi strutturali. Molte gigafactory europee sono state progettate soprattutto per celle NMC, mentre il mercato si sta spostando verso le più economiche batterie al litio-ferro-fosfato, oggi dominate dalla Cina. Le celle prodotte in Europa restano inoltre più costose rispetto a quelle importate e diversi progetti annunciati devono ancora superare ostacoli finanziari, autorizzativi e industriali.

Northvolt

Il fallimento di Northvolt fotografa bene le difficoltà europee nel campo delle batterie

Il nodo riguarda infine anche la parte più a monte della filiera. Secondo l’analisi, la carenza europea di materiali attivi per catodi e anodi potrebbe non essere colmata prima del 2038-2040. Il rischio, quindi, è che requisiti troppo rapidi sulla localizzazione finiscano per frenare la diffusione dei veicoli elettrici invece di accelerare la nascita di una filiera europea competitiva.

Ora: l'Industrial Acceleration Act non è ancora stato approvato e, anzi, è attualmente in fase di revisione. La speranza è che, almeno per rispettare il nome stesso dell'iniziativa, possa dare forma a una struttura di tutela dell'industria europea senza imporre obblighi e limitazioni magari anche giusti sulla carta ma che, di fatto, non ci consentono di essere competivi a livello globale. 

Fotogallery: BMW Cell Manufacturing Competence Center