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Le nuove Porsche elettriche che stanno arrivando

Stoccarda prepara le 718 elettriche e investe nelle batterie di nuova generazione

Il logo Porsche

Eleonora Lilli Eleonora Lilli

Di: Eleonora Lilli

7 ott alle 18:00

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Porsche cambia passo e prepara una nuova fase della propria strategia industriale. Al Capital Markets Day organizzato al Weissach Development Centre, la casa automobilistica tedesca ha presentato il piano “Sportwagenschmiede ’35”, con l'obiettivo di rafforzare la propria identità di costruttore di auto sportive e, allo stesso tempo, migliorare redditività ed efficienza.

Al centro ci sono nuovi modelli, una gamma più selettiva e soprattutto investimenti nelle tecnologie di propulsione, comprese le batterie di nuova generazione.

Il punto interessante è che non sta scegliendo una sola tecnologia. Il costruttore conferma infatti una strategia basata su tre strade parallele: motori termici, sistemi ibridi plug-in e propulsori completamente elettrici. Una scelta che si tradurrà nei prossimi anni in una gamma più articolata, con nuovi modelli a batteria accanto a vetture ancora equipaggiate con motori tradizionali o sistemi ibridi.

Porsche prepara le nuove elettriche e investe nelle batterie

Il primo appuntamento importante sarà nel 2028, quando arriveranno le versioni completamente elettriche di Porsche 718 Boxster e Cayman. Saranno quindi le nuove generazioni delle due sportive compatte a rappresentare uno dei principali tasselli della strategia elettrica del marchio. Secondo i piani, i due modelli dovrebbero contribuire alle vendite già nel loro primo anno completo di produzione, cioè nel 2028.

Porsche 718 Cayman EV (2026), il render di Motor1.com

Porsche 718 Cayman EV (2026), il render di Motor1.com

Foto di: Motor1.com

Sempre nel 2028 Porsche presenterà un nuovo SUV del segmento B, che non sarà però elettrico. Il modello verrà infatti proposto con motori a combustione interna e sistemi ibridi plug-in e sarà commercializzato parallelamente alla Macan elettrica per ampliare la scelta per i clienti senza rinunciare alla crescita delle vetture a batteria.

Porsche Macan (2024)

Porsche Macan 

La parte più interessante della strategia riguarda però ciò che arriverà dopo. Porsche ha annunciato nuovi investimenti nella prossima generazione di tecnologia delle batterie, senza fornire per ora dettagli su chimica, capacità, densità energetica o autonomia.

L'azienda vuole inoltre sfruttare maggiormente le piattaforme condivise con Audi, in particolare PPE e PPC, con l'obiettivo di utilizzare in modo più efficiente le risorse dedicate allo sviluppo. Porsche sottolinea però che la condivisione delle basi tecniche non dovrebbe tradursi in una semplice sovrapposizione tra i modelli dei due marchi: ogni vettura manterrà tecnologie e caratteristiche specifiche legate alla propria identità.

Meno modelli, più auto di fascia alta e una Porsche sopra la 911

La nuova strategia non riguarda soltanto l'elettrico. Porsche vuole ridurre di circa il 20% il numero delle varianti della propria gamma, concentrando maggiormente la produzione sui modelli con maggiore domanda. Secondo le previsioni dell'azienda, questa semplificazione potrebbe aumentare di circa il 30% i volumi medi per singola variante.

Contemporaneamente, Porsche punta a rafforzare la propria presenza nei segmenti superiori D ed E, con l'obiettivo di aumentarne la quota nella gamma complessiva di circa il 45% nel medio periodo. Il piano prevede anche nuovi modelli e derivate ad alte prestazioni: entro il 2030 dovrebbe arrivare almeno un prodotto capace di ridefinire ogni anno l'immagine del marchio.

Tra i progetti più interessanti c'è una nuova piattaforma per una supercar con motore centrale, destinata a ospitare una famiglia di modelli posizionata sopra la 911. Porsche sta inoltre valutando un SUV del segmento D da collocare al di sopra della Cayenne. Sono progetti ancora inseriti nella strategia futura e non vengono quindi fornite, per ora, specifiche tecniche o date di debutto precise.

 

La società vuole contemporaneamente aumentare il valore medio delle proprie vetture. Nel medio periodo l'obiettivo è far crescere di circa il 20% il prezzo medio di vendita dei modelli più alti in gamma, anche attraverso una maggiore possibilità di personalizzazione. Il programma Sonderwunsch, dedicato alle Porsche fortemente personalizzate, dovrebbe arrivare a generare ricavi sei volte superiori rispetto a quelli attuali.

Dietro questa trasformazione c'è anche un importante programma di riduzione dei costi. Porsche punta ad abbassare fino al 20% i costi di sviluppo dei nuovi modelli, ridurre del 30% i costi del personale nella produzione e tagliare del 20% quelli legati a vendita e distribuzione. Il costruttore vuole inoltre ridurre di circa il 10% i costi dei materiali per i nuovi progetti.

Il piano avrà conseguenze anche sull'organizzazione. Porsche prevede una riduzione del 25% della forza lavoro nelle funzioni dirette e indirette nel medio periodo, con un obiettivo strategico del 30%, mentre le posizioni manageriali dovrebbero diminuire del 40%. Nel pacchetto concordato con i rappresentanti dei lavoratori è prevista anche una riduzione di circa 9.000 posti, accompagnata dall'impegno a mantenere i posti di lavoro della forza lavoro principale fino al 2035.

Sul fronte economico, Porsche vuole arrivare a un punto di pareggio con meno di 200.000 vetture vendute. Nel medio periodo punta inoltre a ricavi di gruppo compresi tra 41 e 45 miliardi di euro, mentre l'obiettivo di lungo periodo è raggiungere un margine operativo sulle vendite del 15%.

Per l'elettrico, quindi, il messaggio è abbastanza chiaro: Porsche non rinuncia alla tecnologia delle batterie, ma la inserisce in una strategia più ampia. Le nuove 718 elettriche saranno uno dei prossimi passaggi concreti, mentre gli investimenti nella prossima generazione di batterie indicano che il costruttore sta già lavorando alla fase successiva della propria gamma a zero emissioni.

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