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Bici-velox, arriva il Dynostar: come scopre le e-bike truccate
Il dispositivo misura velocità e potenza delle bici elettriche. Ecco come funziona e cosa rischia chi le modifica

Foto di: Dynostar
Eleonora Lilli 
Di: Eleonora Lilli
9 ott alle 17:30
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Un piccolo banco a rulli per mettere alla prova le biciclette elettriche e scoprire se sono state modificate per superare i limiti di legge. Si chiama Dynostar ed è lo strumento utilizzato dalla Polizia Locale di Parma per individuare le e-bike irregolari.
Ne avrete sentito già parlare, perché è bastato un solo servizio e sono scattate 15 sanzioni in poche ore, durante i controlli in via D’Azeglio e piazza Garibaldi.
Il dispositivo, ribattezzato bici-velox, permette di verificare le prestazioni del mezzo e di capire se il motore rispetta i parametri previsti per una bicicletta a pedalata assistita per distinguere le e-bike regolari da quelle trasformate in mezzi capaci di viaggiare come ciclomotori, con conseguenze importanti per la sicurezza e per chi le utilizza.
Di seguito vi spieghiamo com'è fatto e come funziona.
Come funziona il Dynostar e che cosa controlla
A prima vista può ricordare un tapis roulant in miniatura, ma il Dynostar è un banco di prova portatile progettato per controllare le caratteristiche tecniche dei veicoli a due ruote.
La bicicletta viene posizionata su appositi rulli che permettono di far girare la ruota e simulare le condizioni di marcia. Il sistema rileva parametri come la velocità e la potenza erogata dal motore, consentendo agli agenti di verificare se le prestazioni sono compatibili con quelle ammesse per una normale e-bike.

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Fonte: Dynostar
La strumentazione di questa famiglia è progettata per effettuare misurazioni in condizioni controllate, senza dover verificare le prestazioni del mezzo direttamente nel traffico.
È una differenza importante rispetto a un autovelox tradizionale: il Dynostar non serve a fotografare chi supera un limite stradale, ma a verificare se la bicicletta rispetta i requisiti tecnici della propria categoria.
Il controllo si concentra soprattutto sui mezzi che hanno subito modifiche elettroniche o meccaniche per aumentare la velocità raggiungibile con l'assistenza del motore. Queste trasformazioni possono alterare il funzionamento del sistema di propulsione e permettere alla bici di continuare a fornire supporto elettrico anche oltre la soglia consentita.
Un aspetto da chiarire: non tutte le biciclette elettriche sono sospette e non basta raggiungere i 25 km/h per essere fuori legge. Una e-bike conforme può superare quella velocità grazie alla forza muscolare del ciclista, ma il motore deve smettere di assisterlo al raggiungimento del limite previsto.
È proprio il comportamento dell'assistenza elettrica, insieme agli altri requisiti tecnici, a fare la differenza.
Quali sono i limiti di legge per le e-bike
Per capire che cosa rischia chi modifica la propria bicicletta, bisogna partire dall'articolo 50 del Codice della strada. Per essere classificata come velocipede, una normale bicicletta a pedalata assistita deve avere un motore elettrico con potenza nominale continua massima di 250 watt.
L'assistenza deve diminuire progressivamente e interrompersi quando il mezzo raggiunge i 25 km/h oppure quando il ciclista smette di pedalare. È ammesso anche un comando che attivi il motore senza pedalare, ma soltanto per la funzione di aiuto alla conduzione e fino a 6 km/h.
Se la bicicletta non rispetta uno o più di questi requisiti, può essere classificata come ciclomotore. Non è quindi sufficiente che il mezzo abbia l'aspetto di una normale bici o che venga venduto come e-bike: conta la sua effettiva configurazione tecnica. Un motore più potente del consentito o una modifica che mantenga l'assistenza oltre i 25 km/h possono far venir meno l'inquadramento come velocipede.
Per questo motivo, prima di acquistare kit di sblocco o centraline alternative, è importante verificare che le modifiche siano compatibili con la normativa. Aumentare le prestazioni di una bici concepita per la pedalata assistita non significa semplicemente renderla più veloce: può cambiare la categoria giuridica del veicolo e, di conseguenza, gli obblighi necessari per circolare.
Quanto si rischia: le multe possono arrivare a 15.000 euro?
La cifra circolata dopo i controlli di Parma, compresa tra 5.000 e 15.000 euro, riguarda i casi più gravi in cui un mezzo venga considerato un ciclomotore ma circoli senza i requisiti amministrativi necessari, come immatricolazione e assicurazione obbligatoria. Non si tratta, quindi, di una multa automatica applicata a chiunque superi i 25 km/h: importi e conseguenze dipendono dalle violazioni effettivamente contestate.
L'articolo 50 prevede inoltre sanzioni specifiche per chi modifica le biciclette a pedalata assistita allo scopo di aumentare la potenza nominale continua del motore o la velocità oltre i limiti stabiliti. La riclassificazione del mezzo può comportare ulteriori conseguenze legate alla circolazione dei ciclomotori, compresi gli adempimenti relativi a immatricolazione, copertura assicurativa e titolo di guida, secondo le condizioni applicabili al caso concreto.
Dopo il primo intervento, la Polizia Locale di Parma ha annunciato controlli anche in piste ciclabili, zone a traffico limitato e parchi cittadini. L'attenzione è rivolta in particolare agli spazi condivisi con pedoni e altri utenti vulnerabili, dove velocità elevate possono aumentare i rischi.
Più controlli sulle e-bike, ma servono regole chiare
Il tema non riguarda soltanto i controlli su strada. Fiab, Ancma e Assoutenti hanno chiesto al Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti maggiore chiarezza e vigilanza sul mercato delle biciclette a pedalata assistita e dei dispositivi che ne modificano le prestazioni.
La questione coinvolge sia la sicurezza delle persone sia la concorrenza tra operatori: una bicicletta venduta come e-bike, ma con caratteristiche che la fanno rientrare nella categoria dei ciclomotori, deve rispettare le regole previste per quest'ultima.
Il Dynostar aggiunge uno strumento concreto alle verifiche delle forze dell'ordine, perché consente di misurare le prestazioni in condizioni controllate.
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