Vai al contenuto principale

Per un'esperienza più personalizzata

Ci siamo: il robot di Tesla è in produzione

Optimus è uscito dalle linee produttive di Fremont, in California. Tesla punta a 20.000 unità a settimana entro la fine del 2027

Il robot umanoide Optimus di Tesla
Foto di: Tesla
Eleonora Lilli Eleonora Lilli

Tesla fa sul serio con Optimus, il robot umanoide che punta a portare l'intelligenza artificiale fuori dagli schermi e dentro le fabbriche. L'azienda ha acceso le linee di produzione nello stabilimento di Fremont, in California, dove sono usciti i primi esemplari definiti di "qualità produttiva": in pratica, robot arrivati a uno stadio di sviluppo che precede la produzione su larga scala.

Attenzione, però: vedere Optimus uscire dalla fabbrica non significa che sia già in vendita. Tesla non ha ancora aperto le porte ai clienti, ma il via alla produzione rappresenta un passo importante per trasformare il progetto in qualcosa di concreto.

Intanto c'è da dire che l'annuncio è arrivato insieme ai risultati del terzo trimestre 2026, chiuso con un utile netto di 787 milioni di dollari, in calo del 43% rispetto allo stesso periodo del 2025.

Tesla Optimus, iniziata la produzione a Fremont

Nella lettera agli azionisti, Tesla spiega che i robot escono ora dalle linee ad alto volume dello stabilimento californiano. È lo stesso impianto che ha già ospitato la produzione di altri progetti robotici del gruppo. Gli esemplari sono "di qualità produttiva", ma hardware e processo continueranno a essere perfezionati.

Elon Musk ha usato un'espressione informale per descrivere questa fase: la produzione iniziale sarà lenta e "un po' accidentata". Servono ancora ritocchi al progetto. Un robot destinato all'uso quotidiano deve essere sicuro, affidabile e durare a lungo, anche nei compiti non programmati in anticipo.

Tesla punta comunque a una cadenza annualizzata di 20.000 unità a settimana entro la fine del 2027. È un traguardo, non un risultato già raggiunto e la fase attuale resta un avvio di produzione a basso volume, lontano da una diffusione di massa.

Tesla Optimus non è ancora in vendita

Nessuna data di commercializzazione è stata fissata e ancora restano da definire design, affidabilità e la capacità del robot di gestire attività non pianificate, un terreno diverso da quello, più strutturato, delle linee di montaggio. Anche l'intelligenza artificiale che lo guida è un lavoro in corso.

Intanto, il debutto industriale di Optimus arriva mentre Tesla porta avanti in parallelo un altro fronte robotico: il robotaxi Cybercab, già inserito nella flotta Robotaxi commerciale a pagamento ad Austin, dove opera come veicolo dedicato. Il servizio Robotaxi driverless è invece attivo con corse a pagamento in sei aree metropolitane statunitensi, e resta ancora lontano da un utilizzo su larga scala.

Il Tesla Cybercab visto dal vivo

Il Tesla Cybercab visto dal vivo

Foto di: Motor1.com

Nel commento ai conti trimestrali la casa americana segnala poi margini di profitto sotto pressione per effetto di prezzi medi di vendita più bassi, mix di prodotto e crescita delle spese operative e di ricerca e sviluppo. Indica inoltre la super intelligenza, la robotica e l'energia tra gli ambiti in cui sta aumentando gli investimenti per la crescita futura.

I conti del trimestre mostrano un quadro misto. I ricavi restano sostanzialmente stabili a 28,04 miliardi di dollari, mentre l'utile netto scende pur restando positivo.

A pesare sono soprattutto i prezzi medi di vendita più bassi, il mix di prodotto e la crescita delle spese operative e di investimento, mentre il business dei servizi continua a crescere. È il segnale di una fase in cui i progetti di automazione e intelligenza artificiale richiedono ancora cassa, prima di poter restituire margini più elevati.