I robotaxi sfidano neve e ghiaccio: ecco dove arriveranno
Il progetto con inDrive prevede test ad Astana dal 2026. Le prime corse avranno ancora un operatore a bordo
Un operatore di sicurezza a bordo, per ora. È questo il dettaglio che separa l'annuncio dai veri robotaxi senza conducente: inDrive, piattaforma di ride-hailing nata in Russia e oggi attiva in oltre 1.200 città in 47 Paesi, ha firmato un memorandum d'intesa con Pony.ai e NVIDIA per valutare un servizio di robotaxi in Kazakistan.
I test pilota sono previsti ad Astana, la capitale, a partire dal 2026, con una possibile estensione nel 2027. Non è ancora un lancio commerciale. Il memorandum serve a capire se il progetto regge dal punto di vista tecnico, normativo ed economico, prima di qualunque accordo definitivo con il governo kazako.
Astana, i test dei robotaxi inDrive nel 2026
Astana ha circa 1,7 milioni di abitanti e inverni molto rigidi, una caratteristica che i tre partner considerano un banco di prova utile proprio per questo motivo. Se i sistemi di guida autonoma reggono neve e ghiaccio, infatti, possono gestire gran parte delle condizioni che si incontrano altrove. Il governo kazako ha già avviato un progetto pilota triennale di taxi autonomi, operativo in più località e con l'obiettivo di arrivare a servizi commerciali nel 2027. Manca però ancora un quadro definitivo su città e tempistiche che coincida con precisione con il progetto specifico di inDrive ad Astana.
Le prime corse partiranno con un operatore di sicurezza a bordo, una figura che può intervenire sui comandi in caso di necessità. È una fase sperimentale, distinta dall'obiettivo finale delle corse completamente senza conducente. Il passaggio dall'una all'altra dipenderà dai risultati raccolti e da un'intesa formale con le autorità locali, che oggi non esiste ancora.
Non sono stati comunicati né una data di lancio commerciale né l'entità dell'investimento, né la dimensione della futura flotta. Il fondatore e amministratore delegato di inDrive, Arsen Tomsky, ha dichiarato che lanciare il servizio ad Astana offrirà l'occasione di valutare la tecnologia di guida autonoma in condizioni invernali difficili.
Pony.ai e NVIDIA: chi fa cosa nel progetto
La divisione dei compiti è definita con chiarezza. Pony.ai, azienda cinese specializzata in guida autonoma, fornirà i robotaxi di settima generazione (Gen-7), predisposti per il livello 4 di automazione. In pratica possono operare senza conducente umano, ma solo entro aree geografiche delimitate e omologate per quel tipo di servizio.
inDrive metterà a disposizione la propria app di ride-hailing e la gestione operativa in Kazakistan. NVIDIA fornirà invece il supporto tecnologico tramite due piattaforme: Hyperion, l'architettura hardware e software per i veicoli a guida autonoma, e Halos, il sistema dedicato alla sicurezza. Il CTO di inDrive, Yuri Misnik, ha parlato di un approccio pensato per richiedere pochi capitali propri, lasciando ai partner tecnologici la parte più onerosa dello sviluppo.
Pony.ai punta ad avere oltre 3.500 robotaxi operativi in più di 20 città nel mondo entro la fine del 2026. Il Kazakistan entra quindi tra le prossime tappe di un'espansione già in corso altrove. Il vicepresidente automotive di NVIDIA, Ali Kani, ha sottolineato che il risparmio sui costi conta soprattutto nei mercati emergenti, dove il ride-hailing tradizionale è già relativamente economico. Un servizio autonomo, in quei contesti, deve competere sul prezzo per avere senso.
Dopo Astana, i tre partner valuteranno un'eventuale estensione ad altre città kazake e ad altri Paesi in cui la diffusione dei robotaxi nel mondo sta già prendendo forma, con approcci simili a quelli visti nei test di guida autonoma di Volkswagen a Los Angeles o nelle prove di Tesla Cybercab su strada.
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