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Auto elettriche, non servono solo ingegneri: ecco i lavori del futuro

Dallo sviluppo software alla gestione dell'energia, la transizione elettrica cambia le competenze richieste dall'automotive

Auto elettriche, non servono solo ingegneri: ecco i lavori del futuro
Foto di: Motor1 Italia visual (AI-assisted)
Eleonora Lilli Eleonora Lilli

La transizione verso l'auto elettrica non sta cambiando soltanto il modo in cui ci spostiamo, ma anche le competenze necessarie per progettare, produrre e gestire la mobilità del futuro. Batterie, software, sistemi di ricarica e gestione intelligente dell'energia richiedono professionalità sempre più specializzate, mentre le aziende devono adattarsi a tecnologie e modelli industriali in rapida evoluzione.

Un'indicazione arriva dalla ricerca Competenze e professioni nel settore automotive, realizzata da Youtrend per Geely. Secondo lo studio, nei prossimi tre anni il 50% delle imprese prevede nuovi inserimenti nell'ambito dello sviluppo software e delle applicazioni. Seguono la sostenibilità e la gestione dell'energia, indicate dal 47% delle aziende, e la digitalizzazione dei processi produttivi, con il 45%.

Software ed energia al centro della trasformazione

I risultati mostrano quanto le competenze digitali stiano diventando importanti per l'industria automobilistica. Nel campo delle auto elettriche, lo sviluppo software è fondamentale per gestire le funzioni del veicolo, ottimizzare i consumi e monitorare il funzionamento della batteria. La gestione dell'energia, invece, riguarda un ambito ancora più ampio: dall'efficienza dei sistemi di accumulo all'integrazione con le infrastrutture di ricarica, fino all'utilizzo intelligente dell'elettricità.

Anche la digitalizzazione della produzione avrà un ruolo importante. Le fabbriche automobilistiche utilizzano sempre più strumenti digitali per controllare le linee produttive, raccogliere dati e migliorare l'efficienza dei processi. Sono trasformazioni che coinvolgono anche la filiera delle batterie e dei componenti destinati ai veicoli elettrici, dove automazione e controllo dei dati possono contribuire a rendere la produzione più efficiente.

Geely Auto Talks, la terza tappa 2026 a Bari

Geely Auto Talks, la terza tappa 2026 a Bari

Foto di: Geely

Le percentuali della ricerca, tuttavia, riguardano l'intero settore automotive e non soltanto quello delle auto elettriche. Non rappresentano quindi una classifica delle professioni più richieste nella filiera EV, ma indicano alcune delle aree in cui le aziende prevedono di rafforzare maggiormente i propri organici.

La sfida delle competenze riguarda anche l'Italia

Accanto alle opportunità professionali, resta il tema della formazione. Le nuove tecnologie richiedono infatti un dialogo più stretto tra università, istituti tecnici e aziende, affinché le competenze sviluppate durante gli studi siano in linea con le necessità dell'industria.

Il tema è stato affrontato anche a Bari, durante una tappa dei Geely Auto Talks organizzata all'Università LUM. Secondo i dati presentati nell'occasione, il 31% degli ingegneri magistrali formati in Puglia lavora nel Centro-Nord, mentre il 5% si trasferisce all'estero. Un fenomeno che evidenzia la difficoltà di trattenere sul territorio una parte dei professionisti qualificati.

Marco Santucci, managing director di Jameel Motors Italia per Geely e Zeekr, ha sottolineato: "La mobilità del futuro richiede tecnologie evolute e competenze capaci di svilupparle e gestirle". Per la mobilità elettrica, infatti, la sfida non consiste soltanto nello sviluppare batterie più efficienti o veicoli tecnologicamente più avanzati.

Geely Auto Talks, la terza tappa 2026 a Bari

Marco Santucci, managing director di Jameel Motors Italia per Geely e Zeekr

Foto di: Geely

Servono anche persone capaci di progettare, gestire e migliorare queste tecnologie. E la capacità di formarle e offrire loro opportunità professionali sarà uno degli elementi che determineranno la competitività dell'intera filiera nei prossimi anni.