Le auto elettriche aiutano le benzina: il paradosso britannico
Il governo valuta premi per le auto capaci di restituire energia alla rete
Incentivare le auto elettriche finendo per consentire ai costruttori di vendere più modelli a benzina. Sembra una contraddizione, ma è uno dei possibili effetti di una proposta allo studio del governo britannico, che sta valutando l'introduzione di nuovi crediti per le Case automobilistiche che commercializzano vetture dotate di tecnologia Vehicle-to-Grid (V2G).
Secondo la notizia diffusa dalla testata "The Guardian" e confermata dal sito del governo britannico, l'obiettivo della consultazione è favorire la diffusione delle auto elettriche capaci non soltanto di assorbire energia, ma anche di restituirla alla rete quando serve. Il paradosso è che questi incentivi potrebbero essere utilizzati per compensare parte degli obblighi imposti ai costruttori sulle vendite di veicoli a zero emissioni, lasciando così maggiore spazio ai modelli con motore termico.
Se le elettriche fanno da batterie
Il Vehicle-to-Grid è un protocollo che permette di utilizzare la batteria di un'auto elettrica con ricarica bidirezionale come sistema di accumulo a disposizione della rete elettrica. Il veicolo può ricaricarsi nelle ore in cui l'energia costa meno, per esempio durante la notte, e restituirne una parte nei momenti di maggiore richiesta. Questa sarebbe una possibilità particolarmente interessante, ad esempio, in un sistema energetico che utilizzi quantità crescenti di fonti rinnovabili. Quando la produzione eolica o solare diminuisse, le batterie delle automobili collegate alla rete potrebbero contribuire a compensare gli squilibri tra domanda e offerta, riducendo la necessità di ricorrere alle centrali a gas.
Secondo le stime del National Energy System Operator britannico, il V2G potrebbe mettere a disposizione fino a 1,2 GW di potenza entro il 2030, con un potenziale che salirebbe a 41 GW nel 2050. Perché questo scenario si realizzi, tuttavia, non basta che le automobili siano tecnicamente predisposte: servono anche infrastrutture di ricarica bidirezionale compatibili e condizioni economiche capaci di convincere gli automobilisti a partecipare. E qui arriviamo agli incentivi.
Un esempio: il servizio Mobilize V2G per la Renault 5
Perché il "premio" alle elettriche può favorire la benzina
La proposta britannica si inserisce nella revisione del cosiddetto ZEV Mandate, il sistema che stabilisce gli obiettivi annuali di vendita di veicoli a zero emissioni per i costruttori. L'ipotesi è riconoscere crediti aggiuntivi alle Case che vendono auto elettriche dotate di ricarica bidirezionale. Questi crediti potrebbero però essere impiegati anche per rispettare gli obblighi previsti dal mandato, compensando una quota delle vendite di veicoli non elettrici.
In parole povere, un costruttore potrebbe ottenere un vantaggio normativo installando il V2G su una vettura elettrica e sfruttarlo per continuare a commercializzare più automobili a benzina senza incorrere nelle penalizzazioni previste dal sistema. Ed è proprio questo meccanismo a suscitare le perplessità di alcune organizzazioni ambientaliste e dei sostenitori della mobilità elettrica. La preoccupazione è che un incentivo concepito per accelerare l'innovazione finisca addirittura per rallentare la diffusione dei veicoli a zero emissioni.
La ricarica bidirezionale e la connessione alla rete
Premiare la tecnologia o il suo utilizzo?
C'è poi una seconda questione, tutt'altro che marginale: un'automobile predisposta per il V2G non è necessariamente un'automobile che restituisce davvero energia alla rete. Ben Nelms, responsabile del centro studi britannico New AutoMotive, ha sottolineato che "gli incentivi dovrebbero premiare l'effettivo utilizzo della tecnologia, non la semplice presenza dell'hardware a bordo".
In caso contrario, i costruttori potrebbero ricevere benefici significativi anche per vetture che non contribuiranno mai concretamente alla stabilità del sistema elettrico. Sarebbe un po' come avere un'auto con impianto a metano con relative agevolazioni in quanto ecologica ma poi continuare a circolare usando l'alimentazione a benzina... Per il momento, comunque, non c'è alcun nuovo credito già operativo. Il governo britannico ha concluso il 23 ottobre la consultazione sulla revisione dello ZEV Mandate e dovrà ora valutare le eventuali modifiche al sistema.
Fotogallery: Il servizio Mobilize V2G per la Renault 5
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