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Guadagnare con l’auto elettrica? In Cina sarà possibile grazie al V2G

Il Paese orientale ha annunciato che presto in diverse metropoli saranno avviati progetti di sperimentazione del Vehicle-to-Grid

F-150 Lightning Bidirectional Charging

La Cina ha annunciato il lancio di una serie di progetti pilota in nove città per testare la tecnologia Vehicle-to-Grid (V2G). L'obiettivo di Pechino sarebbe quello di integrare le auto elettriche nella gestione della rete nazionale, sfruttando le batterie dei veicoli come strumenti per immagazzinare e restituire energia nei momenti di maggiore richiesta.

Si tratta di una tecnologia ormai allo studio da anni, con la quale diverse auto a zero emissioni in commercio sono già compatibili. Ma riuscirà davvero a diventare realtà? Vediamo nel concreto come e cosa vuole fare la Cina.

Le città coinvolte e l’obiettivo del progetto

Tra le città selezionate, in base a quanto riportato da Reuters, ci sarebbero Pechino, Shanghai, Shenzhen e Guangzhou, tutte metropoli con una forte presenza di veicoli elettrici a nuova energia (come vengono chiamati in Cina) e una crescente domanda energetica.

Per sviluppare il tutto, il Governo cinese avrebbe incaricato i gestori della rete elettrica nazionale di implementare questi progetti pilota insieme alle amministrazioni locali, incaricate a loro volta di supportare la realizzazione delle infrastrutture di ricarica ancora necessarie: una combo che potrebbe funzionare. Per saperne di più dovremo aspettare ancora alcuni mesi o anni.

Foto - Mobilize V2G di Renault a VivaTech

Il V2G di Mobilize e Renault a VivaTech

Come funziona il V2G?

Il principio alla base del V2G, che abbiamo spiegato nel dettaglio in un approfondimento dedicato, è quello di trasformare le auto in una sorta di “batterie mobili” in grado di fornire elettricità alla rete in caso di necessità, contribuendo così alla stabilizzazione del sistema elettrico.

Uno degli aspetti più interessanti del progetto è la possibilità per i proprietari di auto elettriche di ottenere un ritorno economico vendendo l’energia immagazzinata nelle batterie ai provider durante i periodi di picco della domanda: un modello che, almeno sulla carta, potrebbe incentivare ulteriormente la diffusione delle auto a zero emissioni elettrica, rendendole ancora più convenienti.

FCA, il progetto V2G

Stellantis, il progetto V2G

Le sfide dell’implementazione su larga scala

Tutto molto bello, dunque, ma allora perché nel mondo non è stato ancora implementato su larga scala il sistema? Tra le principali difficoltà di un utilizzo di massa del V2G vi sono lo sviluppo di infrastrutture adeguate, la definizione di modelli di business sostenibili e il miglioramento delle tecnologie delle batterie per garantire un'efficienza ottimale e una minore usura dei sistemi di accumulo.