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La Fiat 500e passa alle batterie LFP nel 2027 e costa di meno

Nel 2027 la Fiat 500e passerà a batterie LFP, con prezzo annunciato sotto gli attuali 23.900 euro ma dati tecnici ancora assenti

La Fiat 500 cabriolet elettrica (2022) messa alla prova
Fabio Gemelli Fabio Gemelli

Dal 2027 la Fiat 500e adotterà celle agli ioni di litio di tipo LFP (litio-ferro-fosfato), al posto dell’attuale batteria, con l’obiettivo di ridurre i costi del pacco e rendere più accessibile la citycar elettrica. Stellantis ha indicato la 500e come uno dei primi modelli europei a cambiare chimica e, secondo alcune ricostruzioni di stampa, con un prezzo d’attacco ipotizzato più basso dei 23.900 euro attuali.

Il cambiamento riguarderà anche altri modelli europei del gruppo, anche se per ora senza un elenco definitivo. Il CEO Antonio Filosa ha parlato di un risparmio "sostanziale" sui costi delle batterie legato al passaggio alle LFP e alla nuova architettura complessiva, con la piattaforma STLA One destinata a entrare in produzione globale dal 2027.

Stellantis e batterie LFP sulla Fiat 500e

La Fiat 500e arriverà nel 2027 con celle LFP e un prezzo inferiore ai 23.900 euro di oggi secondo le indicazioni emerse finora, non ancora confermate in un listino ufficiale. Emanuele Cappellano, responsabile delle attività europee di Stellantis, ha dichiarato che l'obiettivo è rendere la city car "ancora più competitiva e attrattiva", ma il gruppo non ha ancora pubblicato specifiche tecniche, autonomia o data di lancio definitiva.

Le celle LFP non sono una novità assoluta per Stellantis. Le montano già la Fiat Grande Panda prodotta a Mirafiori, le Citroen ë-C3 ed ë-C3 Aircross e la Opel Frontera. Dal 2027 la chimica LFP comincerà a risalire la gamma fino a un modello di segmento superiore come la 500e.

Il salto successivo è la piattaforma STLA One, destinata ai segmenti B, C e D d'accesso e già descritta in dettaglio in un precedente approfondimento su batterie LFP e architettura a 800 Volt. La piattaforma è pensata per una produzione globale a partire dal 2027 e lavorerà in sinergia con la Gigafactory di batterie LFP già in costruzione a Saragozza, realizzata in joint venture con CATL, lo stesso partner cinese già coinvolto nello stabilimento in costruzione altrove in Europa.

Batterie LFP e NMC: differenze su costi, autonomia e durata

Le celle LFP costano meno delle NMC perché non usano nichel né cobalto, due materiali che pesano parecchio sul conto finale di una batteria. Il rovescio della medaglia è la densità energetica più bassa: a parità di dimensioni e peso del pacco batteria, l'autonomia tende a essere inferiore rispetto a una chimica NMC equivalente.

Stellantis lega il risparmio soprattutto alla piattaforma STLA One, per cui indica un obiettivo di efficienza sui costi del 20% sui veicoli serviti. Il risultato dovrebbe arrivare da modularità, componenti condivisi tra più modelli e integrazione cell-to-body, che inserisce la batteria direttamente nella struttura dell'auto riducendo peso e complessità. Non è però lo stesso 20% di sconto garantito sul prezzo finale di ogni vettura.

La diffusione delle LFP in Europa è già cresciuta molto in fretta: la quota di auto elettriche che le montano è salita al 13% nel 2025, contro il 5% dell'anno precedente. Resta da vedere quanti modelli Stellantis, oltre alla 500e, erediteranno davvero questa chimica entro fine decennio, anche se il gruppo ha già chiarito che STLA One coprirà molti modelli dei segmenti B, C e D d’accesso di marchi come Peugeot, Opel, Jeep e Fiat, con l’obiettivo di ridurre i costi fino al 20%.