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Zipse (BMW) avverte: la transizione ecologica ha i suoi tempi

La Casa spinge sulle zero emissioni. ma ci sono mercati in cui l'elettrico non può essere l'unica scelta. E c'è la dipendenza dalla Cina

Oliver Zipse, ceo di BMW

Francesco Barontini Francesco Barontini

Di: Francesco Barontini

15 apr 2022 alle 10:34

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Non c’è Casa che non stia cavalcando l’elettrificazione. E BMW non fa eccezione. Anzi, sta proponendo molte auto a zero emissioni. Ma Oliver Zipse, ceo del costruttore di Monaco, mette in guardia sui rischi che si possono correre se non si affronta la transizione ecologica nel modo giusto.

Il fatto è che ci sono mercati in cui l’auto elettrica sta prendendo piede: mercati maturi, pronti ad accogliere modelli a zero emissioni. Ma ci sono aree geografiche in cui la transizione ecologica è più indietro e dove le auto a combustione hanno ancora un senso.

Un problema di mercato e di equilibrio

Zipse si è detto chiaramente a favore della transizione ecologica e la strategia di BMW in questo senso conferma l’impegno della Casa nella creazione di un futuro a impatto ambientale nullo. Ma al giorno d’oggi si deve tenere conto di tutte le variabili in gioco. “Se qualcuno, da qualche parte del mondo, non può comprare un’auto elettrica per un motivo o per l’altro – ha spiegato Zipse durante una tavola rotonda a New York – preferireste che continuasse a guidare la sua vecchia auto o che ne comprasse una nuova ad alimentazione tradizionale? La verità è che se non gliela venderemo noi, lo farà qualcun altro”.

Il numero uno di BMW ha posto l’accento su un'altra questione: “Quando si parla di auto elettriche, si deve poi tenere conto di un problema: la fornitura delle materie prime necessarie alla produzione di questo tipo di veicoli rende le Case dipendenti da una manciata di Paesi, Cina in testa”.

BMW i4

Un passaggio graduale

A fronte di quanto detto, Zipse ha confermato la propria posizione riguardo alla transizione energetica. Secondo BMW il modo migliore per dirigersi verso un futuro senza emissioni è quello di progredire per gradi, affiancando modelli ICE moderni ed efficienti ad auto elettriche di nuova concezione.

In questo modo si può da una parte spingere sulla diffusione di vetture a batteria, dall’altra ridurre le emissioni delle auto a combustione interna laddove per motivi di costo, carenza di infrastrutture o necessità l’auto elettrica non può ancora essere adottata.

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