La prima prova della nuova piccola elettrica di BYD
Un test in anteprima della BYD Racco rivela un'EV spaziosa, confortevole e progettata con cura, perfettamente a suo agio in Giappone
Le case automobilistiche cinesi entrano spesso nei mercati esteri cercando di mettere pressione ai rivali con potenza, tecnologia e autonomia. Con la Racco, però, BYD non poteva seguire questo copione: le regole giapponesi sulle kei car limitano in modo rigido dimensioni e potenza, costringendo il marchio a puntare su abitabilità, praticità e attenzione ai gusti locali.
Una delle prime prove in lingua inglese della Racco suggerisce che BYD potrebbe esserci riuscita. Elliot Richards, presentatore di Everything Electric APAC, è andato a Himeji, in Giappone, dove BYD gli ha affidato una Racco per una giornata.
Non si è trattato di un tradizionale lancio stampa e Elliot afferma di aver pagato personalmente il viaggio: per questo, il fatto che definisca la Racco una “vera bomba” pesa più di quanto sarebbe accaduto nel caso di una prova ufficiale interamente spesata e spesso molto controllata.
Una vera kei car alla giapponese, ma cinese
Ciò che sembra averlo colpito di più è il modo in cui BYD ha interpretato fino in fondo il concetto di kei car. La carrozzeria alta e squadrata della Racco e le porte posteriori scorrevoli elettricamente facilitano molto l’accesso, mentre la posizione di guida rialzata garantisce un’ottima visibilità in tutte le direzioni. Nonostante l’ingombro ridottissimo, il presentatore ha trovato lo spazio per le gambe dietro migliore rispetto a quello di molti SUV ben più grandi e ha descritto i sedili posteriori come “estremamente comodi”.

La BYD Racco ha un abitacolo molto modulare, con sedili che possono essere ripiegati, reclinati o ribaltati in avanti per ospitare carichi insolitamente alti. Una volta abbattuti, la Racco si trasforma in un piccolo van elettrico, con un pianale lungo e quasi piatto e un vano di carico regolare e sfruttabile.
Come su ogni kei car, l’abitacolo è piuttosto essenziale, ma Elliot sostiene che sia uno dei migliori interni realizzati da BYD proprio perché l’azienda ha resistito alla tentazione di riempirlo di soluzioni superflue. Il comfort dei sedili anteriori viene giudicato eccellente e l’auto è facile da usare grazie ai comandi fisici del climatizzatore e a un piccolo touchscreen con Apple CarPlay.
Com'è fatta e come va su strada
Su strada, il comportamento ricorda molto quello della principale rivale, la Nissan Sakura. Lo sterzo è abbastanza diretto, anche se leggermente morbido, mentre i freni sono risultati più pronti di quanto Elliot avrebbe preferito. L’accelerazione è solo adeguata, ma considerando i bassi limiti di velocità urbani e le strade strette, la conclusione è che offre tutte le prestazioni necessarie.
Fotogallery: BYD Racco, la prima kei car elettrica del gruppo cinese in Giappone
Il lavoro svolto da BYD con la Racco regge bene il confronto con la Sakura, l’elettrica più venduta in Giappone per quattro anni consecutivi fino al 2025. Entrambe hanno esattamente lo stesso ingombro e la stessa potenza, valori imposti dalle normative sulle kei car. Tuttavia, la Racco è 145 mm più alta della Nissan.
La Sakura monta una batteria da 20 kWh con un’autonomia WLTC di 180 km. La Racco offre invece un pacco da 22,4 kWh con 210 km di autonomia, oppure una batteria molto più grande da 35,8 kWh capace di arrivare a 320 km. La Nissan risponde con una coppia di 195 Nm, contro i 160 Nm della BYD, un valore che dovrebbe renderla sensibilmente più brillante alla guida.
La Racco parte da circa 13.000 dollari prima dell’applicazione dell’incentivo giapponese per le auto a basse emissioni, pari a quasi 1.000 dollari, anche se la Sakura può risultare leggermente meno costosa dopo il contributo più generoso riservato in Giappone ai modelli nazionali.
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