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La ricarica EV ultra-rapida rovina la batteria? BYD l'ha fatta 350 volte per scoprirlo

La Yangwang U7 si ricarica dal 10 al 97% in soli 9 minuti. Ecco come influisce sulla salute della batteria

BYD YangWang U7, tre quarti anteriore

Di: Mack Hogan

Tradotto da: Manuel Carrillo III

28 ago alle 17:00

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BYD ha aperto una nuova fase nella corsa alla ricarica quando, nel 2025, ha introdotto il sistema Megawatt Flash Charging, con potenze tali da portare la batteria dal 10 al 60% in appena 5 minuti. I concorrenti hanno risposto rapidamente, proponendo soluzioni da oltre 1.000 kW.

BYD, però, non è rimasta ferma e ha replicato con una batteria e un sistema di ricarica di nuova generazione per i marchi BYD, Denza, Yangwang e Fangchengbao. Le auto equipaggiate con questa tecnologia possono passare dal 10 al 97% in soli 9 minuti, un dato davvero notevole.

Resta però una domanda: che effetto hanno queste velocità di ricarica estremamente elevate sulla longevità della batteria? La risposta definitiva non c'è ancora. Questa settimana, però, sono emersi alcuni segnali incoraggianti. Come accade per la maggior parte delle batterie, il degrado sembra non essere così marcato come molti consumatori potrebbero temere.  

Il test estremo della Yangwang U7

Yangwang ha recentemente sottoposto la sua berlina U7 a una prova durissima per dimostrarlo, come riportato da CarNewsChina. L'azienda sostiene di aver scelto una U7 a caso da uno showroom, quindi non un esemplare preparato appositamente in fabbrica, e di averla fatta viaggiare a 240 km/h su un circuito di prova a Nanning, in Cina, per nove giorni consecutivi. In questo arco di tempo l'auto ha percorso 30.000 km e ha richiesto ben 350 soste di ricarica Flash, durante le quali poteva assorbire fino a 640 kW. 

Ricarica BYD Han L, Tang L e Megawatt

Il nostro ex direttore testa la Megawatt Charging di BYD

Foto di: Patrick George

È una quantità enorme di calore e di energia da gestire per una batteria. Al termine del test, quindi, l'azienda ha effettuato una verifica del degrado sulla U7. Il risultato: l'auto conservava ancora il 98,7% della capacità della batteria. 

Il dato è particolarmente incoraggiante perché sappiamo che il degrado della batteria è in genere più accentuato nella prima fase della sua vita. Di solito parte più rapidamente, per poi stabilizzarsi. Se i primi 30.000 km sono stati così intensi e hanno prodotto un degrado tanto contenuto, è un buon segnale per la resistenza dell'auto nel lungo periodo.

Una Yangwang U7 e una Denza Z9 GT presso un Flash Charger

Una Yangwang U7 e una Denza Z9 GT presso un Flash Charger

Foto di: BYD

La U7 ha inoltre affrontato la prova con una temperatura media piuttosto elevata, pari a 36 °C. Alte velocità, temperature ambientali elevate e potenze di ricarica molto alte mettono sotto stress il sistema di gestione termica della batteria, che deve restare entro un determinato intervallo di temperatura per motivi di sicurezza, durata e prestazioni. Evidentemente quello della U7 ha retto, mantenendo velocità molto elevate dopo giorni di marcia veloce e sessioni di ricarica ad alta temperatura. Questo significa che non dovrebbe verificarsi quel degrado rapido osservato su auto che non riescono a controllare adeguatamente la temperatura del pacco batteria. 

Perché serve ancora cautela

Detto questo, non bisogna trarre conclusioni troppo ottimistiche. Temperatura e ricarica rapida aumentano il degrado, ma anche il degrado legato al semplice passare del tempo può essere altrettanto importante. In altre parole, è difficile sapere quanto bene una batteria reggerà negli anni finché, appunto, non saranno passati abbastanza anni. 

YangWang U7

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YangWang U7 YangWang U7 YangWang U7

È un limite intrinseco di qualsiasi prodotto nuovo. Non si può sapere davvero quanto sia affidabile un'auto finché non è sul mercato da anni. Test come questo, però, dimostrano che il sistema di gestione termica è in grado di affrontare sessioni di ricarica ad alto sviluppo di calore. Finché continuerà a funzionare come previsto, non dovrebbe mostrare un degrado significativamente peggiore rispetto a vetture con ricarica più lenta. 

Almeno in teoria. Per la realtà, sarà il tempo a dare la risposta. 

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