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Un radar nato per le auto ora vuole fermare i droni più furtivi
Arbe Robotics porta nella difesa la tecnologia per l'auto: Alerion può seguire piccoli droni anche quando non trasmettono segnali radio

Foto di: Arbe Robotics
Eleonora Lilli 
Di: Eleonora Lilli
14 set alle 15:30
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Arbe Robotics entra nel settore della difesa con un radar pensato per individuare anche i droni più difficili da rilevare. L'azienda israeliana, specializzata nello sviluppo di radar ad alta risoluzione per il settore automobilistico, ha presentato Alerion C-UAS Radar, un sistema compatto progettato per rilevare e seguire droni di piccole dimensioni, compresi quelli FPV, mini, autonomi e controllati tramite fibra ottica.
Il sistema è già stato testato sul campo in applicazioni legate alla difesa ed è ora in fase di valutazione da parte di integratori di sistemi anti-drone (C-UAS) in diversi Paesi per affrontare un problema sempre più rilevante: i droni piccoli e a bassa quota possono essere difficili da individuare con i sensori tradizionali, soprattutto quando volano vicino a edifici, vegetazione o altri oggetti che producono disturbi per il radar.
Un radar che cerca il drone, non il suo segnale
Uno dei punti centrali di Alerion è la capacità di individuare direttamente il drone invece di cercare il segnale radio utilizzato per controllarlo. Questo permette al radar di continuare a seguire il bersaglio anche quando il velivolo è autonomo o utilizza un collegamento in fibra ottica, due situazioni nelle quali non c'è necessariamente un'emissione radio da intercettare.
La tecnologia sviluppata da Arbe utilizza un sistema radar 4D ad altissima risoluzione, capace di distinguere piccoli oggetti all'interno di scenari complessi. Il sistema è progettato per separare un drone da elementi come uccelli, automobili, edifici e vegetazione, riducendo così il rischio di falsi allarmi.
La capacità di mantenere la traccia del bersaglio dalla prima rilevazione fino alla distanza minima è particolarmente importante durante la fase finale dell'avvicinamento, quando il volo a bassa quota e le manovre improvvise possono rendere più complicato seguirlo.
Piccolo, leggero e pensato per essere integrato
Alerion non nasce come sistema autonomo destinato a gestire da solo un'intera minaccia. Arbe lo propone infatti come uno dei sensori all'interno di architetture C-UAS, acronimo di Counter-Unmanned Aircraft Systems, nelle quali radar, telecamere e altri strumenti collaborano per individuare, identificare e contrastare un drone.
Un altro elemento su cui punta l'azienda è il formato. Il radar utilizza un'architettura allo stato solido ed è stato progettato per avere dimensioni, peso, consumi e costi contenuti, caratteristiche indicate nel settore della difesa con l'acronimo SWaP-C. Secondo Arbe, questo dovrebbe permetterne l'utilizzo in installazioni fisse, su veicoli o in configurazioni portatili. Per l'azienda si tratta quindi di un ingresso in un mercato diverso da quello automobilistico, ma basato su una tecnologia sviluppata proprio per riconoscere oggetti piccoli e difficili da distinguere in ambienti complessi.
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