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Batterie EV, il curioso problema che nessuno racconta

Quando una batteria è danneggiata, anche spostarla diventa complicato. Un nuovo contenitore prova a semplificare tutto

Batterie EV, il curioso problema che nessuno racconta

Foto di: Motor1 Italia visual (AI-assisted)

Eleonora Lilli Eleonora Lilli

Di: Eleonora Lilli

1 ott alle 10:18

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C'è una cosa che forse non tutti sanno sulle batterie delle auto elettriche: se sono danneggiate, difettose o richiamate non possono essere spedite come un normale ricambio. Sono infatti classificate come merci pericolose e il loro trasporto richiede imballaggi e procedure specifiche.

Ed ecco un'altra curiosità: fino a poco tempo fa, in molti casi, ogni contenitore poteva trasportare una sola batteria danneggiata. Una soluzione che può diventare parecchio scomoda quando a doverle movimentare sono officine, flotte o aziende che si occupano di riparazione e riciclo: più contenitori, più viaggi e più costi.

Per provare a cambiare le cose, Renewance, un'azienda americana specializzata nella gestione delle batterie a fine vita, ha lavorato con Obexion AG, produttore di imballaggi industriali. Insieme hanno sviluppato un contenitore progettato per trasportare più batterie danneggiate nello stesso carico, nel rispetto delle regole previste per le merci pericolose.

Il risultato è una soluzione molto concreta a un problema che rischia di diventare sempre più frequente: con l'aumento delle auto elettriche cresce anche il numero di batterie che prima o poi devono essere trasportate, riparate o riciclate.

Batterie DDR: perché il trasporto richiede imballaggi speciali

Una cella o una batteria danneggiata può sviluppare gas, calore o fiamme in modo imprevedibile, anche a bordo di un veicolo in prova sul rischio di fuga termica. Il trasporto su strada segue infatti la disposizione speciale 376 dell'ADR, l'accordo europeo sul trasporto di merci pericolose, che si applica anche quando la batteria è ancora dentro un'apparecchiatura.

La disposizione 376 mantiene la classificazione ONU prevista per la configurazione della batteria, tipicamente ONU 3480 o ONU 3481. Impone inoltre che il documento di trasporto riporti esplicitamente il riferimento alla norma. Per le batterie danneggiate o difettose senza tendenza a rapida disintegrazione o forte evoluzione di calore si applica l'istruzione di imballaggio P908, con contenitori omologati e testati secondo il gruppo di imballaggio II.

Quando invece il danno può generare fiamme, rapida disintegrazione o proiezioni pericolose, si applica l'istruzione di imballaggio P911, con un imballaggio omologato al livello più alto, il gruppo di imballaggio I. L'istruzione P903 resta riferita alle batterie al litio non danneggiate in condizioni normali di trasporto. In tutti i casi la responsabilità di classificare correttamente il danno resta di chi spedisce, perché un errore può significare un imballaggio inadeguato al rischio reale.

Il contenitore Obexion per più batterie danneggiate

Il contenitore sviluppato con Obexion AG è riutilizzabile e impilabile, caratteristica che permette di consolidare in un solo carico più batterie DDR invece della singola unità per collo. Sterling Picton, responsabile dello sviluppo soluzioni di Renewance, lo descrive come "un prodotto più avanzato, progettato per questa applicazione specifica".

Secondo Picton, il vantaggio principale riguarda la scala operativa: "Ci permette di gestire volumi più alti con un rischio ridotto". Il contenitore non sostituisce però la classificazione ADR né la documentazione richiesta dalla disposizione 376. Resta un imballaggio che deve comunque rispettare i livelli di prova previsti da P908 o P911, secondo la gravità del danno.

Chi gestisce il fine vita delle batterie destinate a un secondo impiego o al pretrattamento prima del riciclo trova la differenza pratica nel numero di spedizioni necessarie per lo stesso volume di batterie. I controlli restano obbligatori punto per punto.

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