Elon Musk torna da Trump con un incarico al Pentagono
L'incontro con Trump è solo un tassello della strategia che lega xAI, SpaceX e Tesla attraverso enormi infrastrutture di calcolo
Elon Musk torna al fianco di Donald Trump, questa volta con un incarico legato alla sicurezza e al futuro della guerra. Il miliardario e fondatore di Tesla e xAI tornerà infatti a fornire consulenza ufficiale all'amministrazione statunitense, co-guidando un'iniziativa del Pentagono dedicata allo studio di come l'intelligenza artificiale e le nuove tecnologie potrebbero cambiare i conflitti nei prossimi anni.
Il nuovo incarico arriva dopo il ritorno di Musk alla Casa Bianca, dove nei giorni scorsi era comparso accanto al presidente durante un pranzo che aveva riunito alcuni dei nomi più importanti dell'industria mondiale dell'intelligenza artificiale.
Al tavolo sedevano, tra gli altri, il numero uno di Nvidia Jensen Huang, il CEO di Anthropic Dario Amodei, il cofondatore di OpenAI Greg Brockman e i vertici di Meta, Google, Microsoft e Amazon. Da quell'incontro era nato il White House Accord on Superintelligence, un accordo volontario sulla sicurezza dei sistemi di IA più avanzati.
Dall'IA alla guerra, il nuovo ruolo di Musk
L'accordo sulla superintelligenza prevede che le aziende aderenti introducano controlli interni, verifiche indipendenti e una maggiore supervisione dei consigli di amministrazione per individuare e gestire i possibili rischi legati all'intelligenza artificiale. Trump lo ha definito "moralmente vincolante", ma non si tratta di una nuova legge né di un obbligo giuridico: è un impegno volontario tra le aziende coinvolte.
Il nuovo incarico di Musk si inserisce però in un contesto diverso e guarda soprattutto alle applicazioni strategiche dell'IA e delle tecnologie avanzate in ambito militare. Per Tesla, quindi, non sono previste conseguenze dirette: il collegamento con Musk riguarda soprattutto il suo ruolo nel settore dell'intelligenza artificiale attraverso xAI e la sua esperienza nel campo delle tecnologie avanzate.
Il rapporto tra Musk e Trump, inoltre, non è sempre stato lineare. Musk aveva guidato il Department of Government Efficiency (Doge), l'iniziativa voluta dal presidente per ridurre la spesa pubblica e riorganizzare l'amministrazione federale, prima di lasciare l'incarico nel maggio 2025 dopo uno scontro pubblico con Trump. Ora, a distanza di tempo, torna dunque a collaborare ufficialmente con l'amministrazione, questa volta su uno dei temi più delicati per gli Stati Uniti: come la tecnologia potrebbe trasformare la guerra del futuro.
Che cosa prevede davvero l'accordo sull'IA
Tornando al White House Accord on Superintelligence, il testo impegna le aziende firmatarie a dotarsi di controlli interni robusti e di sistemi di revisione sia interna sia esterna sui modelli di intelligenza artificiale più avanzati. Lo speaker della Camera Mike Johnson lo ha riassunto così: un documento costruito su principi di autodisciplina più che su obblighi verificabili dall'esterno.
Non c'è alcun riferimento a veicoli, guida autonoma o normative specifiche per Tesla. L'accordo riguarda lo sviluppo dei modelli di IA in generale, non le applicazioni automobilistiche.
Per Tesla il collegamento più concreto resta quello energetico. Musk ha indicato come obiettivo 200 gigawatt l'anno di produzione solare tra SpaceX e Tesla. In parallelo Musk considera Colossus 2 un tassello chiave per la crescita di xAI: nel data center Colossus 2 dedicato all'intelligenza artificiale, che Musk descrive come cluster di SpaceXAI/xAI vicino a Memphis e non come infrastruttura Tesla, sono già operativi 110.000 chip Nvidia GB200 e 440.000 GB300, mentre un ulteriore lotto di 220.000 GB300 è indicato come destinato a entrare online nei prossimi giorni.
Questi progetti si inseriscono in un disegno più ampio che intreccia le diverse società di Musk. Lo stesso schema emerge nell'ipotesi di una fusione tra Tesla e SpaceX e nei legami già avviati tra SpaceX, Tesla e xAI. Va nella stessa direzione anche l'intesa recente tra Intel e Tesla sui chip per i data center.
L'obiettivo è rafforzare l'infrastruttura di calcolo di xAI e degli altri progetti di Musk, che usano data center come Colossus 2 alimentati anche da batterie Tesla Megapack. Non quello di introdurre regole specifiche per le auto elettriche prodotte dall'azienda.
Dalla Tesla alla guerra del futuro
Il nuovo incarico di Musk, per entrare più nel dettaglio, prende forma nel Project Meridian, presentato dal capo del Pentagono Pete Hegseth come un'iniziativa dedicata allo studio del futuro della guerra e delle tecnologie che gli Stati Uniti dovranno sviluppare per affrontarlo.
Musk sarà uno dei tre co-leader del progetto, insieme a Palmer Luckey, cofondatore di Anduril Industries, e all'ex speaker della Camera Newt Gingrich. Nel gruppo entreranno anche manager del settore privato, esperti di tecnologia, accademici e specialisti di politiche pubbliche. Hegseth ha fissato una scadenza precisa: i risultati dello studio dovranno essere completati e presentati entro 120 giorni.
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