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Tesla brevetta la ricarica wireless che “vede” il metallo

Un nuovo brevetto descrive un sistema capace di distinguere un oggetto metallico dal semplice calore e fermare la ricarica quando serve

Tesla brevetta la ricarica wireless che “vede” il metallo
Foto di: Shutterstock
Eleonora Lilli Eleonora Lilli

Tesla punta a rendere più sicura la ricarica wireless. L'azienda ha depositato una domanda di brevetto, presentata a marzo e pubblicata ieri, che descrive un sistema capace di riconoscere oggetti metallici sul pad di ricarica prima o durante l'erogazione di energia.

Il punto delicato è distinguere un oggetto estraneo pericoloso da un semplice cambio di temperatura, che normalmente altera anch'esso il comportamento elettrico del sistema. Un pad che scambia il calore per un corpo metallico rischierebbe infatti di bloccarsi inutilmente, o di non fermarsi quando dovrebbe.

È proprio questa capacità di separare le due cose a rendere il brevetto interessante.

Tessa e il brevetto per la ricarica wireless

Il cuore del sistema è un rilevatore che invia segnali elettrici attraverso una bobina induttiva, inserita in un circuito risonante: un circuito che vibra naturalmente a una frequenza precisa. I segnali vengono distribuiti in una gamma di frequenze vicine a quella risonante nominale, non su un unico valore fisso.

In pratica, questo approccio multi-frequenza serve a ottenere più informazioni dalla stessa bobina. Analizzando come cambiano ampiezza e resistenza del segnale a ogni frequenza testata, il sistema costruisce un quadro più completo di quello che accade sopra il pad. Così non si affida a una singola misura statica e può reagire a scenari diversi.

Attenzione però: la domanda di brevetto non conferma che questa tecnologia sia già installata su qualche modello Tesla di serie. Si tratta, per ora, di una proposta tecnica depositata agli uffici brevetti, lo stesso genere di documento dietro cui in passato è comparso anche un sistema di raffreddamento pensato per proteggere l'autonomia dell'auto.

Come Tesla distingue metallo e variazioni di temperatura

Il meccanismo chiave riguarda due grandezze elettriche della bobina: la resistenza e l'induttanza, cioè la capacità del circuito di opporsi ai cambiamenti di corrente. Quando un oggetto metallico si trova sopra il pad, la resistenza della bobina aumenta mentre l'induttanza diminuisce. Questo comportamento è diverso da quello prodotto dal solo calore.

Il rilevatore osserva infatti anche gli spostamenti nella distribuzione delle frequenze risonanti e nei picchi di tensione in uscita. Confrontando questi segnali con quelli attesi in presenza di sola variazione termica, il sistema prova a isolare la firma elettrica tipica di un corpo metallico estraneo.

La pagina che descrive il brevetto collega l'uso della ricarica wireless ai Cybercab e alle unità pensate per il servizio Robotaxi, i veicoli a guida autonoma che oggi circolano già in alcune aree urbane.

Il 4 settembre 2026, lo ricordiamo, Tesla ha aperto al pubblico corse a pagamento con Cybercab senza volante né pedali ad Austin, prenotabili tramite l'app Tesla Robotaxi e limitate a un'area di servizio ristretta della città. Ad agosto ha invece presentato i progetti per un hub dedicato nella stessa città, con circa 80 postazioni di ricarica wireless previste per la flotta in una fase successiva del sito.

Questi sviluppi mostrano che la ricarica wireless per Cybercab non è solo un'ipotesi teorica: è legata a infrastrutture reali in fase di realizzazione. Resta da capire se e quando il sistema descritto su carta entrerà nelle installazioni già in cantiere.