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Le nuove batterie "made in Europe" renderanno le auto elettriche più costose?

L'UE vuole favorire la produzione locale, ma secondo uno studio i costi aggiuntivi supererebbero i 2.000 euro a veicolo. Ecco perché

batterie europa
Filippo Einaudi Filippo Einaudi

Quello di produrre batterie in Europa per ridurre la dipendenza dall'Oriente è uno degli obiettivi principali della politica industriale dell'Unione Europea, ma c'è un problema non da poco: fabbricare le celle nel Vecchio Continente ad oggi costa sensibilmente più che in Asia. Significa che se Bruxelles spingesse i costruttori a utilizzare componenti prodotti localmente, il prezzo da pagare potrebbe ricadere anche sugli automobilisti.

A sollevare la questione è stato Bruegel, uno dei principali centri di ricerca economica europei con sede proprio a Bruxelles, che ha condotto una ricerca secondo la quale il ricorso a celle "Made in UE" potrebbe comportare un aggravio stimabile in circa 2.100 euro per ogni auto elettrica prodotta. Una cifra tutt'altro che trascurabile soprattutto per i modelli più economici, sui quali poche migliaia di euro possono fare la differenza tra un prezzo competitivo e uno fuori mercato. Specie nei confronti della Cina, che proprio nel contenimento dei prezzo ha a sua maggiore arma.

Da dove arriva il costo extra

Il calcolo prende le mosse da una differenza nei costi stessi di produzione. Secondo l'analisi di Bruegel, le celle acquistate sul mercato internazionale possono costare circa 50 euro per kWh, mentre quelle prodotte in Europa arriverebbero a circa 85 euro. Una differenza di 35 euro per kWh che applicata a una batteria da 60 kWh, "taglio" medio significa appunto esattamente 2.100 euro di costi aggiuntivi, mentre per una vettura "piccola" a vocazione urbana con batterie tra 30 e 40 kWh parliamo comunque di oltre 1.000 euro.

Ma perché? La risposta arriva dalla Commissione Europea, che il 4 marzo 2026 ha presentato l'Industrial Accelerator Act, una proposta legislativa pensata per rafforzare la produzione industriale nell'Unione e ridurre la dipendenza dalle importazioni in settori considerati strategici. Incluso l'automotive e con particolare attenzione allo sviluppo della mobilità elettrica.

MAN Norimberga il sito di produzione batterie per camion elettrici

MAN Norimberga, il sito di produzione delle batterie per camion elettrici

Foto di: MAN Truck & Bus

l provvedimento, comunque una proposta e non ancora un regolamentazione vera e propria, introduce criteri sull'origine europea delle produzioni collegati ad alcune forme di sostegno pubblico, agli acquisti delle amministrazioni e ai meccanismi di incentivazione. Per i veicoli interessati, prevede l'assemblaggio finale nell'UE e, secondo i casi, requisiti relativi all'origine dei componenti e per le batterie in particolare è prevista una prima soglia di almeno tre componenti principali di origine europea, comprese le celle. In una fase successiva, i requisiti diventerebbero più severi, arrivando a comprendere almeno cinque componenti, fra cui i materiali attivi del catodo e il sistema di gestione della batteria.

Tuttavia, nella valutazione d'impatto dell'Industrial Accelerator Act, la stessa Commissione europea riconosce che nel 2023 i costi medi europei di produzione delle batterie erano quasi il 50% superiori a quelli cinesi, e questo considerando la stessa chimica di base.

Il paradosso delle auto elettriche accessibili

L'obiettivo industriale è comprensibile, le batterie rappresentano uno dei componenti più costosi delle auto elettriche e la loro produzione è concentrata soprattutto in Asia. Dipendere dalle importazioni significa esporsi alle oscillazioni dei prezzi, alle tensioni commerciali e alle possibili interruzioni delle forniture. Quindi costruire una filiera europea permetterebbe di ridurre questi rischi, creare occupazione e trattenere una parte maggiore del valore industriale all'interno dell'Unione.

Renault Twingo E-Tech Elettrica (2026)

Il pacco batterie della Renault Twingo E-Tech Elettrica (2026)

Foto di: Renault

Per sviluppare quella filiera servono investimenti, capacità produttiva e tempo. Nel frattempo, i costruttori devono affrontare un mercato nel quale il prezzo d'acquisto rimane uno dei principali ostacoli alla diffusione dell'elettrico. Il rischio è dunque quello di creare un paradosso: rendere più costosa la tecnologia che si vuole diffondere proprio mentre l'industria cerca di proporre modelli elettrici sempre più accessibili.

Come ridurre il divario

Lo sforzo di Bruxelles non sui concentra soltanto sui requisiti di produzione locale: a giugno 2026 la Commissione ha formalmente istituito anche il Battery Booster Facility, uno strumento che mobilita fino a 1,5 miliardi di euro per sostenere i produttori europei di celle attraverso prestiti senza interessi.

L'obiettivo è aiutare le imprese a superare la fase più costosa dell'avvio e dell'espansione degli stabilimenti, raggiungendo volumi produttivi sufficienti per competere con i grandi operatori internazionali attraverso economie di scala. Innovazione, automazione e aumento dei volumi hanno il potenziale per abbattere significativamente i maggiori costi europei.

La questione, quindi, non è necessariamente scegliere tra batterie europee e auto elettriche economiche, ma capire quanto tempo servirà perché le prime possano contribuire a rendere competitive le seconde, e chi sosterrà i costi di questa transizione industriale.

Fotogallery: MAN Norimberga la produzione delle batterie per camion elettrici