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Tesla cambia il nome di FSD in Europa, ma per l’Italia...

Anche sul sito italiano compare il nuovo nome "Tesla Assisted Driving" ma resta di livello 2 con piena responsabilità del conducente

Tesla Assisted Driving
Foto di: Tesla
Fabio Gemelli Fabio Gemelli

Tesla ha cambiato nome al suo sistema di guida assistita più avanzato. In Europa non si chiama più "Full Self-Driving (Supervised)" o FSD, ma Tesla Assisted Driving.

La modifica è arrivata dopo un confronto con le autorità sulle caratteristiche reali del sistema e sulle responsabilità di chi guida.

Il nuovo nome compare già sul sito italiano di Tesla, ma la sostanza non cambia: il sistema aiuta ad accelerare, frenare e sterzare, senza sostituire la supervisione umana. In Italia, peraltro, la tecnologia non è ancora disponibile.

Da Full Self-Driving a Tesla Assisted Driving: cosa cambia

Il cambiamento più immediato è nel nome, pensato per non alimentare l'idea che l'auto possa guidare da sola. "Full Self-Driving", guida completamente autonoma meglio nota con la sigla FSD, prometteva più di quanto il sistema facesse davvero.

Tesla FSD a Roma

Tesla FSD a Roma

Foto di: Tesla

Tesla Assisted Driving, come viene chiamato anche sul sito Tesla italiano, descrive meglio un sistema di livello 2, in cui il conducente resta al comando e deve intervenire quando serve.

Le funzioni tecniche restano quelle già viste su strada, comprese nella versione testata di recente a bordo per le strade di Bruxelles. Cambia la cornice comunicativa, non il comportamento dell'auto.

Chi si aspettava un salto verso la guida autonoma resterà deluso. Quel salto non è ancora avvenuto in nessun Paese europeo.

Cosa dice la legge e cosa ha detto il ministero in Italia

Il quadro normativo europeo di riferimento è il Regolamento (UE) 2019/2144, che fissa i requisiti di omologazione per i veicoli e per i sistemi di sicurezza e assistenza alla guida. L'autorità olandese RDW ha già rilasciato una omologazione europea di tipo per il sistema, con validità provvisoria nei Paesi Bassi. L'approvazione europea di tipo è già in vigore dal 10 aprile 2026 e può essere riconosciuta dagli altri Stati membri.

La procedura tecnica a livello europeo prevede un voto formale del comitato dei veicoli a motore. Questo passaggio è stato rinviato più volte e al momento le ultime ipotesi indicano un possibile voto a dicembre 2026.

Il ministro dei Trasporti Matteo Salvini è intervenuto sul tema il 29 ottobre. Ha dichiarato che l'Italia guarda con interesse alle tecnologie di guida assistita per il loro potenziale su innovazione e sicurezza stradale, e ha auspicato un'approvazione europea rapida.

Il ministro dei trasporti, Matteo Salvini, durante la presentazione alla Camera del Rapporto DEKRA 2026
Foto di: DEKRA

Le sue parole restano però un auspicio politico, non un'autorizzazione. A oggi il sistema non ha ricevuto il via libera dalle autorità italiane, che attendono l'esito della procedura europea per decidere sull'ammissione alla circolazione.

Come va negli altri Paesi europei

Tra i Paesi europei la situazione è a macchia di leopardo. L'omologazione RDW è già stata accettata da Belgio, Croazia, Cechia, Danimarca, Estonia, Lettonia, Lituania, Slovacchia e Slovenia, che consentono l'uso di Tesla Assisted Driving sul proprio territorio. Nei Paesi Bassi il sistema è utilizzabile in base alla stessa omologazione, che lì ha validità provvisoria, quindi i Paesi con via libera sono oggi dieci.

L'Italia, insieme ad altri Stati che hanno partecipato alla consultazione, non ha ancora dato l'autorizzazione nazionale necessaria perché il sistema possa circolare legalmente sulle strade. Il governo ha però espresso sostegno politico a una rapida approvazione europea.