Quanto si risparmia davvero con l’auto elettrica quando si fa il pieno a casa
Secondo i dati di Motus-E un pieno elettrico costa fino al 60% in meno e l’Italia sfiora i 90.000 punti di ricarica pubblici
Fare il pieno di benzina costa in media 11,60 euro ogni 100 chilometri. Con un'auto elettrica la stessa percorrenza costa circa 5,50 euro, meno della metà. Lo certificano le ultime rilevazioni di Motus-E, l'associazione che riunisce gli operatori della filiera elettrica, che fotografano anche lo stato della rete di ricarica pubblica italiana. Il risparmio cambia a seconda di dove si ricarica, ma resta comunque consistente anche per chi non ha un garage.
Nel frattempo i punti di ricarica a uso pubblico nella Penisola sono saliti a 88.368, con una crescita di oltre 18.000 unità in un anno.
Quanto si risparmia con l'elettrico
Il calcolo di Motus-E parte dalle abitudini reali: l'80% delle ricariche avviene a casa, il 20% alle colonnine pubbliche. In questo scenario misto, percorrere 100 km con un'elettrica costa 5,50 euro contro gli 11,60 euro della benzina e gli 11,50 euro del diesel, senza contare eventuali abbonamenti più vantaggiosi offerti dagli operatori.
Chi ricarica esclusivamente a casa scende a una spesa media di 4,5 euro per 100 km, circa il 60% in meno rispetto alla benzina. Senza un posto auto dove installare una presa domestica, il vantaggio si riduce ma non sparisce: la spesa sale a 9,4 euro per 100 km, comunque il 19% in meno della benzina e il 18% in meno del diesel.
Su una percorrenza annua di 12.000 km, il risparmio rispetto a un'auto a benzina può superare gli 850 euro l'anno. Il conto cambia ancora se si guarda al costo totale di possesso, il TCO (somma al prezzo d'acquisto rifornimento, manutenzione, assicurazione e bollo, sottraendo il valore di rivendita): nel segmento delle citycar, il più diffuso in Italia, il risparmio sale a circa 3.300 euro in sei anni nonostante il prezzo di listino più alto, grazie soprattutto ai minori costi di manutenzione.
"I numeri dimostrano che la mobilità elettrica non è solo una scelta per la sostenibilità ambientale, ma un'opportunità concreta di risparmio per famiglie e imprese", osserva Fabio Pressi, presidente di Motus-E. "Un'opportunità sempre più aperta a tutti grazie a una rete di ricarica ad accesso pubblico che continua a crescere con l'impegno degli operatori della ricarica".
La rete di ricarica cresce verso quota 90.000
Al 30 settembre i punti di ricarica pubblici installati in Italia erano 88.368, con un incremento di 18.096 unità nei dodici mesi precedenti. Quasi il 30% dei punti posati nell'ultimo anno è di tipo veloce o ultraveloce. Segno che la rete non cresce solo in quantità ma anche in velocità di erogazione.
Sulle autostrade i punti di ricarica sono saliti a 1.569, dai 1.274 di settembre 2025 e i 1.057 di settembre 2024. L'85% di questi è a corrente continua veloce e il 57% supera i 150 kW di potenza: più della metà delle aree di servizio autostradali ha ormai almeno un punto di ricarica. In calo invece la quota di colonnine installate ma ancora in attesa di connessione dai distributori locali, scesa al 12,3% dal 14,9% medio del 2025.
Dove si trovano le colonnine in Italia
La Lombardia resta la regione con più punti di ricarica, 18.866 in totale con 4.624 installazioni nell'ultimo anno. Seguono Piemonte (9.557, +2.780), Veneto (8.646, +2.238), Lazio (8.161, +714) ed Emilia-Romagna (6.951, +1.462).
Tra le province guida Milano con 7.710 punti e 2.740 nuove installazioni in dodici mesi, davanti a Roma (6.243, +362), Torino (4.688, +1.613), Napoli (3.550, +430) e Brescia (2.588, +745).
La distribuzione resta disomogenea e concentrata nelle aree più popolose, un tema che si lega anche all'ansia da colonnina ancora diffusa tra chi guida elettrico e che una rete più capillare e più veloce può ridurre nel tempo.
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